Lesioni periferiche nervose, network internazionale a Palermo

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Le tecniche più avanzate per la diagnosi delle lesioni periferiche nervose, compresa l’ultrasonografia basata sull’utilizzo di sonde ad elevata frequenza, sono le tematiche sul quale operatori del settore provenienti da tutto il  mondo  si stanno confrontando a Palermo fino a domani nel corso della quarta edizione dell’International Conference & Course on neuromuscolar Ultrasound.

 

L’evento internazionale, si sta svolgendo al Mondello Palace Hotel, è organizzato dall’ISPNI (International Society of Peripheral Neurophysiological Imaging)  Presidente  il prof. Luca Padua dell’Università Cattolica di Roma, organizzatore locale il Dr.Marcello Romano, neurofisiologo dell’Unità operativa di Neurologia dell’Azienda Villa Sofia Cervello.

 

Presenti, per illustrare gli ultimi sviluppi e le applicazioni in ecografia neuromuscolare, alcuni fra i maggiori esponenti della neuroradiologia e della neurofisiologia nazionale e internazionale come gli statunitensi Lisa Hobbson Webb, Craig Zaidman, Michael Cartwright e Francis Walker,  Simon Podnar (Slovenia), Gerd Bodner (Austria), Michel Court Payen ( Danimarca), Leo H. Visser (Olanda), e gli italiani Roberto Gasparotti di Brescia,  Luca Padua di Roma, Stefano Tamburin di Verona, Stefano Ferraresi di Rovigo.

 

Le lesioni nervose periferiche – spiega il dr. Marcello Romano – si verificano spesso nel contesto di severe malattie e la loro diagnosi è spesso ritardata perché i pazienti operati e con alterata coscienza non sanno riferire dolore, debolezza, intorpidimento che sono sintomi correlati alle lesioni del nervo periferico. Anche l’immobilizzazione per fratture ossee in pazienti vigili impedisce la valutazione neurologica e i sintomi da lesioni di nervo periferiche possono essere attribuiti a cause muscoscheletriche. Occorre quindi una diagnosi tempestiva e precisa. Sia l’ultrasonografia che la risonanza magnetica sono utili, ma l’ultrasonografia offre dei vantaggi perché è meno costosa e può essere eseguita al letto del paziente. L’ultrasonografia, usata in combinazione con i test neurofisiologici, si è rivelata particolarmente efficace e ha modificato la diagnosi e il trattamento del 58% di lesioni nervose consentendo di identificare i casi di lesione parziale o completa del nervo e differenziare quindi il trattamento, evitando il ricorso all’ispezione chirurgica”.