L’essenziale verità delle cose: i dipinti di Trombadori esposti alla Gam di Palermo

La mostra ha avuto una sua prima edizione alla Galleria d'Arte Moderna di Roma ed è inserita nel programma di Palermo2018 Capitale italiana della cultura

0
99

I dipinti di Francesco Trombadori (Siracusa, 1886 – Roma, 1961) sono esposti da sabato 24 marzo alla Galleria d’Arte Moderna di Palermo. La mostra, curata da Giovanna Caterina De Feo, ha avuto una sua prima edizione alla Galleria d’Arte Moderna di Roma ed è inserita nel programma di Palermo2018 Capitale italiana della cultura.

Titolo della retrospettiva, che propone opere realizzate fra il 1915 e il 1961, è “L’essenziale verità delle cose” da una considerazione dell’artista sull’arte moderna. Unico siciliano a partecipare, nel 1926, alla famosa mostra sul Novecento italiano di Milano, Trombadori si forma nella Roma del primo ‘900. Aveva lasciato, infatti, la sua città per studiare all’Accademia di Belle Arti di via di Ripetta, diventando presto assiduo frequentatore del Caffè Aragno con i suoi compagni di corso: Oppo, Bartoli, Broglio e Guidi. Sempre a Roma vive la realtà contraddittoria e affascinante fra le due guerre.

Era il tempo del ‘rapple a l’ordre’ che percorre parte dell’arte europea e del gruppo del Novecento fondato dalla fascinosa Margherita Sarfatti. Anni in cui Trombadori si avvicina all’ambiente di “Valori Plastici”, la rivista fondata da Mario Broglio e, sulla scorta delle suggestioni del “Realismo Magico” di Bontempelli, avvia una profonda riflessione sull’antico in rapporto dialettico con le istanze dell’ avanguardia e della tradizione. L’immagine della Sicilia, tuttavia, rimane ben salda tanto che Leonardo Sciascia scrive: “la pittura di Trombadori è ineffabilmente, segretamente intrisa del suo nascere a Siracusa, degli anni dell’infanzia e della prima giovinezza che vi ha passato, del suo esserci anche standone lontano”.

La mostra ripercorre i diversi periodi dell’opera di Trombadori: dalla partecipazione alle Biennali di Venezia e di Roma e alle mostre del Novecento Italiano in cui espone lavori pervasi di un puro classicismo, agli anni Trenta in contatto con il mondo culturale della capitale, in particolare la rivista “Circoli” (1931- 1939) fondata dal poeta Adriano Grande, per cui scrive come critico d’arte.

Le opere presenti a Palermo provengono da importanti collezioni pubbliche e private di tutta Italia, disegni, libri, cataloghi di mostre e articoli di giornale provenienti dall’Archivio dell’artista, custodito nel suo studio a Villa Strohl-Fern. La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo, dalla Galleria d’Arte Moderna di Palermo e da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. L’organizzazione è affidata a Civita – Opera Laboratori Fiorentini. La mostra chiude il 2 settembre. Gli orari della Galleria d’arte moderna sono: dal martedì alla domenica ore 9.30 – 18.30. Lunedì chiuso.(ANSA)