Licata: dopo le minacce scorta per Maria Grazia Brandara, inchiesta della procura di Agrigento

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Al commissario straordinario del Comune di Licata, Maria Grazia Brandara, sa sabato mattina, è stata assegnata una scorta dopo le pesantissime minacce di morte ricevute. A deciderlo il Comitato per l’ordine e la sicurezza riunito alla prefettura di Agrigento. 

Brandara ha ricevuto in municipio una missiva con il disegno di una bara e il riferimento all’impegno contro l’abusivismo edilizio: “Rischiati di toccare le nostre case e ti sgozziamo, ti scanniamo”. “E’ stata valutata la gravità della situazione, assumendo i provvedimenti necessari a tutela della sicurezza del commissario straordinario”, spiegano dalla prefettura. Brandara guida l’amministrazione dopo la sfiducia votata dal Consiglio comunale nei confronti del ex sindaco Angelo Cambiano, da tempo bersaglio di intimidazioni e sotto scorta per il suo impegno sul fronte delle demolizioni degli edifici illegali.

La Procura di Agrigento con il suo procuratore Luigi Patronaggio, ha aperto un’inchiesta sulle minacce ricevute dal commissario straordinario, assicurando “massima attenzione sia sul piano investigativo sia su quello della sicurezza”. Venerdì Maria Grazia Brandara aveva manifestato i suoi timori, non escludendo la possibilità di lasciare l’incarico. Per il momento, ha deciso di restare al suo posto. 

A Maria Grazia Brandara è arrivata una pioggia di solidarietà da Cgil, Legambiente, e dai rappresentanti dei partiti politici. “Una rinuncia della commissaria Maria Grazia Brandara sarebbe un segnale devastante contro la lotta alla illegalità. A Licata ha già fallito il Comune, ora lo Stato non può permettersi di fare altrettanto”, ha dichiarato Marco Di Lello (Pd), segretario della Commissione Bicamerale Antimafia e relatore alla Camera della Legge sulle demolizioni di immobili abusivi. “A nessuno si può chiedere di fare l’eroe, perciò si garantisca la sicurezza personale e dei suoi congiunti alla Brandara e la si metta in condizione di fare il suo dovere, che è anche quello di reprimere le illegalità. Sull’abusivismo edilizio si sta giocando in questi mesi una partita importante, decisiva anche per le elezioni siciliane. Non possiamo indebolire il messaggio di legalità per cui gli immobili abusivi vengono demoliti. Sul punto è in corso una riflessione anche nazionale per evitare che dalla approvazione della Legge ex Falanga arrivi un segnale equivoco su questo terreno”, ha concluso Di Lello.

“L’assegnazione della scorta a Maria Grazia Brandara, a cui vanno i più profondi sentimenti di vicinanza e solidarietà per le minacce ricevute, è la prima giusta risposta dello Stato alle pesantissime e preoccupanti intimidazioni che il commissario straordinario del comune di Licata ha ricevuto”. Lo ha detto il vice presidente vicario dell’Assemblea regionale siciliana, Antonio Venturino, per il quale “le istituzioni regionali e statali devono andare avanti senza indugi nel cammino della lotta contro ogni forma di illegalità e abusivismo”.

“E’ evidente che questi fatti – ha proseguito Venturino – traggono origine dalla spregiudicatezza nei comportamenti di cittadini che hanno violato le leggi e dalle istituzioni che non sempre sono state in grado di farle rispettare. In vista delle prossime elezioni sarebbe importante che sul tema dell’abusivismo le forze politiche in campo dimostrassero chiarezza in modo da proteggere anche l’operato dei sindaci e commissari pro tempore chiamati ad applicare le sentenze dei giudici sulle demolizioni. Questo – ha concluso Venturino – è il miglior attestato di solidarietà a Maria Grazia Brandara e la risposta più efficace a chi cerca spiragli politici per evitare giuste demolizioni”.