Ecco come l’imprenditore finanziava la latitanza di Messina Denaro

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I proventi delle scommesse on line finanziavano la latitanza di Matteo Messina Denaro. Le indagini culminate nell’operazione “Anno zero”, con lo smantellamento della rete dei pizzini del boss trapanese, hanno consentito agli investigatori di contestare a uno dei fermati, Carlo Cattaneo, 33enne di Castelvetrano, imprenditore nel settore dei giochi e scommesse on line, il reato di concorso esterno all’organizzazione mafiosa, per avere favorito l’acquisizione e la gestione da parte dell’associazione di rilevanti attività economiche, provvedendo, tra l’altro, al sostentamento economico del circuito familiare del superlatitante.

Gli altri indagati nell’operazione antimafia contro il clan del  latitante Matteo Messina Denaro sono, oltre al boss latitante, Nicola Accardo, 53 anni; Gaspare Como, detto “Panda”, 50 anni; Vincenzo La Cascia, 70 anni; Dario Messina, 33 anni; Raffaele Urso, detto “Cinuzzo”, 59 anni; Rosario Allegra, detto “Saro”, 64 anni; Vito Bono, 59 anni; Marco Buffa, 45 anni; Filippo Dell’Acqua, 54 anni; Mario Tripoli, 45 anni; Bruno Giacalone, 56 anni; Angelo Greco, 59 anni; Calogero Guarino, 49 anni; Giovanni Mattarella, 52 anni; Leonardo Milazzo, 39 anni; Giuseppe Paolo Bongiorno, 29 anni; Vittorio Signorello, 55 anni; Giuseppe Tilotta, 55 anni; Antonino Triolo, 48 anni; Andrea Valenti, 65 anni.