L’omicidio di Sferracavallo, la vedova: “Mostro hai ucciso mio marito senza pietà. Senza pensare ai bambini”

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omicidio a sferracavallo

“Mostro hai ucciso mio marito senza pietà. Senza pensare ai bambini””. La scritta in rosso campeggia su un lenzuolo bianco sistemato sulla ringhiera dell’abitazione di Cosimo D’Aleo, il muratore di 42 anni, sposato e padre di tre figli, ucciso martedì sera a colpi di pistola, a Sferracavallo, borgata marinara di Palermo.

L’episodio di violenza estrema è avvenuto al culmine di una lite un vicino di casa, Pietro Billitteri, 59 anni, incensurato, dipendente della Rap, l’azienda di igiene ambientale,  gli ha esploso contro due colpi di pistola, dopo che D’Aleo lo aveva colpito, a quanto pare, con il forchettone con il quale stava girando la carne sul barbecue. Un’esecuzione avvenuta davanti gli occhi dei familiari della vittima, che adesso chiedono giustizia per quella morte assurda.

“Una tragedia che si poteva evitare”, dicono in molti. Accanto alla scritta una foto ricorda l’uomo che con il suo assassino aveva da tempo rapporti tesi, burrascosi. Liti continue per futili motivi tra i due che abitavano nella stessa palazzina in via Sferracavallo al piano terra e al primo piano.

Martedì sera l’ultima, scoppiata dalle ricostruzioni a causa del fumo del barbecue acceso da Cosimo D’Aleo che aveva invaso l’abitazione di Pietro Billitteri. Ma questa volta dalle parole si è rapidamente passati ai fatti, Billitteri ha impugnato una pistola e ha esploso due colpi che hanno raggiunto al torace la sua vittima senza lasciarle scampo. Poi è fuggito a bordo di una Ford Fiesta che gli agenti della Mobile hanno trovato poche ore dopo abbandonata in via Giulio Verne. La sua fuga è terminata in un magazzino alla Marinella dove gli agenti lo hanno rintracciato a notte fonda. “Aveva reso la mia vita un inferno, ero stanco delle continue minacce”, avrebbe detto Pietro Billitteri agli investigatori. Adesso per lui è scattato il fermo.

“Sembrava Gesù Cristo, aveva le braccia aperte, tutto insanguinato…”, con queste parole la signora Francesca, suocera di Cosimo D’Aleo, freddato a colpi di pistola, davanti casa, in una sgomenta Sferracavallo, da Pietro Billitteri. Frequenti le liti, per i motivi anche più futili. L’ultima, quella per il fumo di un barbecue che aveva invaso il balcone dell’omicida. “Erano liti banali, si poteva evitare questa tragedia”, continua la signora che non si dà pace come il resto della famiglia.

La Rap, l’azienda di igiene ambientale di Palermo, ha disposto la sospensione immediata dal servizio del suo dipendente Pietro Billitteri. L’azienda di piazzetta Cairoli ha adottato “in attesa dei chiarimenti da parte degli organi preposti” i provvedimenti “previsti dal contratto collettivo e dalle normative vigenti per il caso in specie”. o dal servizio Pietro Billitteri che si trova rinchiuso nel carcere di Pagliarelli in stato di fermo.