Mafia, confiscati beni per cento milioni di euro al costruttore Gaspare Finocchio

0
120

Confiscati beni per 100 milioni di euro al costruttore Gaspare Finocchio, ritenuto vicino ai boss Graviano e alla mafia di Trabia. La Sezione Misure di prevenzione del tribunale di Palermo, su richiesta della Dda, ha emesso il decreto di confisca divenuto irrevocabile con sentenza della Cassazione.

L’imprenditore 89enne è stato condannato dalla Corte d’appello di Palermo con sentenza del 5 luglio 2007, a 7 anni e tre mesi di reclusione. Era stato tratto in arresto il 14 novembre 2003, insieme al figlio Giuseppe e ai fratelli Diego e Pietro Rinella, considerati al vertice della cosca di Trabia.

Collaboratori di giustizia hanno svelato il ruolo dell’anziano quale imprenditore legato a Cosa nostra. Il pentito Nino Giuffrè ha riferito di una “costa da Buonfornello a Campofelice terra di conquista e di scempio” per la mafia che in quegli anni investiva nella provincia e proprio in tale ottica Gaspare Finocchio aveva accettato l’intestazione fittizia di alcuni dei beni della famiglia Rinella.

Altri collaboratori di giustizia, tra cui Salvatore Contorno, Tullio Cannella, Giovanni Brusca e Giovanni Drago, hanno poi nel tempo affermato che il costruttore era socio in affari o comunque un imprenditore “vicino” ad altri autorevoli esponenti mafiosi di Cosa nostra palermitana, tra cui i Graviano.

La procura aveva pertanto delegato accertamenti economico-patrimoniali al Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria che avevano evidenziato una significativa sproporzione, che negli anni 90 ammontava a quasi 6 miliardi di vecchie lire, tra l’ingente valore dei beni e degli investimenti effettuati nel tempo e i redditi dichiarati.

Già a partire dal maggio 2004 erano stati emessi diversi provvedimenti di sequestro. A seguito della pronuncia della Cassazione, diviene pertanto definitiva la confisca di 6 imprese, 377 immobili (tra terreni, ville, abitazioni, box, magazzini e terreni edificabili e non), tra i quali spiccano i complessi realizzati nel quartiere Brancaccio di Palermo e i villini di Torre Roccella a Campofelice di Roccella, e 17 rapporti finanziari.