Mafia: dagli Stati Uniti estradato in Italia il killer Freddy Gallina

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Dopo una battaglia per la sua estradizione durata quasi 5 anni, rientra in Italia Ferdinando Freddy Gallina, 44 anni, colpito da tre ordinanze di custodia cautelare in carcere e ritenuto responsabile di tre omicidi aggravati dalla finalità mafiosa, appartenente a Cosa nostra.

Previsto in mattinata da New York l’arrivo a Fiumicino, scortato dagli uomini del Servizio per la cooperazione internazionale di polizia (Scip), di Gallina, ritenuto uomo d’onore della famiglia di Carini e killer della mafia, braccio destro per la Sicilia occidentale, e in particolare per la provincia di Palermo, del boss Salvatore Lo Piccolo.

Freddy Gallina è stato arrestato per la prima volta nel 2008 nell’ambito dell’indagine sul pizzo “operazione Tsunami” dei carabinieri di Palermo. Dopo un periodo di detenzione, alla fine del 2014, era stato scarcerato e sottoposto a sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Carini, da cui si era allontanato nel gennaio del 2016 rendendosi irreperibile. Le tracce di Gallina, seguite dagli investigatori dell’Arma, hanno portato negli Stati Uniti dove, in effetti, venne arrestato nel novembre 2020 da personale dell’FBI e dell’Immigration Custom Enforcement di New York, a cui era stato segnalato per l’irregolare presenza sul territorio statunitense, dove aveva fatto ingresso con documenti falsi dal Canada.

Nel frattempo, in Italia, il gip di Palermo ha emesso nei confronti del latitante, all’esito di convergenti dichiarazioni di coimputati negli stessi procedimenti, altre tre diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere perché ritenuto responsabile di tre omicidi aggravati dalla finalità di agevolare Cosa nostra, commessi tra il 1999 e il 2000.

Nel 2017, il ministero della Giustizia italiano, informato dallo Scip dell’individuazione didi Gallina a New York, ne aveva richiesto l’estradizione in relazione alla prima ordinanza di custodia cautelare per cui era si era reso irreperibile e, successivamente, ha integrato la richiesta di arresto provvisorio a fini estradizionali anche per i due provvedimenti restrittivi emessi nei suoi confronti per gli omicidi di mafia.

I provvedimenti scaturiscono dalle indagini, coordinate da un gruppo di sostituti della Dda diretti dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, e condotte dal Nucleo Investigativo di Palermo a seguito delle dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia Gaspare Pulizzi e Antonino Pipitone, uomini d’onore della famiglia mafiosa di Carini, che hanno permesso di acquisire elementi di correità fra loro e Gallina negli episodi di sangue che hanno riguardato gli omicidi di Francesco Giambanco, Giampiero Tocco e Felice Orlando.

Gallina avrebbe collaborato attivamente con elementi di spessore di Cosa nostra quali Vincenzo Pipitone e Giovanbattista e Antonio Di Maggio per dare esecuzione alle direttive espressamente impartite dai boss Salvatore e Sandro Llo Piccolo.

Freddy Gallina è figlio di Salvatore già reggente della famiglia di Carini e catturato nel 1997 da latitante essendo implicato nel sequestro e uccisione del piccolo Giuseppe di Matteo, figlio del collaboratore Santino di Matteo.