Mafia e scommesse clandestine nel Catanese, ventuno misure cautelari

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La Guardia di Finanza di Catania ha eseguito 21 misure cautelari nei confronti di persone ritenute, a vario responsabili di associazione per delinquere di tipo mafioso, esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, e intestazione fittizia di beni.

Le indagini coordinate dalla Procura di Catania sono la naturale prosecuzione dell’operazione eseguita lo scorso 14 novembre che porto al fermo di 15 persone. L’attività investigativa ha fatto luce sul gruppo mafioso, capeggiato dai fratelli Placenti, abituato ad operare “sotto traccia”, ovvero a delinquere in modo da eludere eventuali indagini da parte degli inquirenti. Nel corso delle indagini sono stati documentati contatti tra alcuni indagati “santapaoliani” e soggetti ritenuti “vicini” al superlatitante Matteo Messina Denaro, tra cui il nipote di quest’ultimo, Guttadauro Francesco, nonché soggetti ritenuti “vicini” alla famiglia camorristica dei Nuvoletta di Marano (Na).

I Carabinieri, che hanno contribuito all’operazione, hanno sequestrato un ingente quantitativo di armi. Le indagini hanno poi ricevuto una lettura unitaria grazie alla collaborazione di Fabio Lanzafame che ha contribuito a disvelare l’infiltrazione mafiosa nel settore e la cui collaborazione è stata curata dal Reparto Operativo Speciale dei Carabinieri.

Tra gli arresti eseguiti dai Carabinieri figura anche Carmelo Santapaola, attuale vice sindaco del Comune di Misterbianco, nonché cugino dei fratelli Placenti, al quale viene contestato il reato di di intestazione fittizia di beni. Nel procedimento sono stati sequestrati beni per circa 70 milioni di euro sia in Italia che all’Estero.