Mafia: la birreria Spillo a Palermo gestita da un condannato, decade l’autorizzazione

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La prefettura ha comunicato al Comune di Palermo che la Riccaram s.r.l., che esercisce la birreria ”Spillo” in cortile degli Eremiti, è attinta da cause di ostatività antimafia perché il suo legale rappresentante e socio unico è stato sottoposto, in tempi diversi, a provvedimenti definitivi di applicazione di misure di prevenzione personali ed è stato, altresì, condannato con sentenza definitiva per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso.

Una condizione, rileva il prefetto Antonella De Miro, che non consente di ottenere licenze, autorizzazioni e concessioni, “e per i titoli abilitativi eventualmente rilasciati è disposta la decadenza delle attestazioni a cura degli organi competenti”. Il provvedimento prefettizio adottato ha quindi natura di “atto vincolato e comporta la decadenza delle autorizzazioni rilasciate a cura degli organi competenti”.

L’amministratore unico della società che gestisce la birreria Spillo è Pietro Bisconti, fratello del boss Filippo, capo mandamento di Belmonte Mezzagno, arrestato a dicembre scordo dai carabinieri e oggi collaboratore di giustizia.

“Infatti, ai sensi dell’art.67 del codice unico antimafia le persone raggiunte da ”condanne definitive o, ancorché non definitive, o confermate in grado di appello, per uno dei reati ostativi di cui all’art.51, comma 3 bis del codice di procedura penale nonché per i reati di cui all’articolo 640, secondo comma n.1) del codice penale, commesso ai danni dello Stato o di un altro ente pubblico, e all’art.640 bis del codice penale” (art.67, comma 8 del D.Lgs.159/2011) e ”le persone alle quali sia stata applicata con provvedimento definitivo una delle misure di prevenzione personali previste dal libro I, titolo I, capo II del Codice Antimafia” … ”non possono ottenere licenze, autorizzazioni e le concessioni, e per i titoli abilitativi eventualmente rilasciati è disposta la decadenza delle attestazioni a cura degli organi competenti” – si legge in una nota della Prefettura -. Il provvedimento prefettizio adottato ha quindi natura di atto vincolato e comporta la decadenza delle autorizzazioni rilasciate a cura degli organi competenti”. (AdnKronos/Agi/Ansa)