Mafia: la Tv racconta il maxi-processo con una docufiction in 6 puntate

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“Maxi. Il grande processo alla mafia”, è una serie scritta da Cosimo Calamini, Alessandro Chiappetta, Marta La Licata e Davide Savelli, con la regia di Graziano Conversano, che andrà in onda a partire da martedì 23 ottobre alle 21,10 su Rai Storia e in anteprima su RaiPlay dal 17 ottobre.

Fulcro della narrazione la lotta a cosa nostra del pool di Antonino Caponnetto, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, rivissuta attraverso le immagini delle udienze in aula (1.200 ore di materiale audiovisivo che le Teche Rai hanno restaurato, digitalizzato, studiato e approfondito) e arricchita da ricostruzioni con scene di fiction. Una doppia narrazione intrecciata per raccontare in una serie tv in sei puntate.

Il lavoro ha avuto anche il plauso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha inviato agli autori, alla direttrice di Rai Cultura (RPT: Cultura) Silvia Calandrelli, e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, un messaggio attraverso il Quirinale: “un’opera storiografica di grande rilievo che permetterà, soprattutto ai giovani, di comprendere l’impegno di quei tanti servitori della Repubblica che seppero tenere alta la bandiera della legalità”.

Calandrelli ha sottolineato che il maxi-processo ha rappresentato “uno spartiacque nella lotta alla mafia. Iniziato il 10 febbraio del 1986,  vide 476 imputati, 200 avvocati, 8mila pagine di sentenza. E infine 19 ergastoli e 2.665 anni di carcere complessivo. Abbiamo anche usato gli appunti di Grasso che era giudice a latere e gentilmente ce li ha prestati”.

All’evento di presentazione nella sede Rai di Viale Mazzini ha partecipato il Procuratore Nazionale Antimafia e Terrorismo Federico Cafiero De Raho. Presenti in sala anche Pietro Grasso, il giudice Caterina Chinnici figlia del magistrato Rocco Chinnici (il suo nome è legato all’istituzione del “pool antimafia” e che fu assassinato da Cosa nostra nel 1983). Tra gli ospiti anche i giornalisti sotto scorta Federica Angeli e Lirio Abbate.