Mafia: operazione “Black Lotus” a Catania, tutti i nomi dei 32 arrestati

0
96

Vasta operazione dei carabinieri del comando provinciale di Catania in tutto il territorio nazionale per la cattura di 32 persone accusate di appartenere a Cosa nostra etnea. La Direzione distrettuale antimafia della locale Procura distrettuale le ha indagate, a vario titolo, per associazione mafiosa, estorsione, intestazione fittizia di beni, traffico di stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi. L’indagine, denominata “Black Lotus”, ha consentito di fare luce sull’articolazione della struttura interna alla famiglia catanese di Cosa nostra Santapaola-Ercolano, cristallizzando la presenza di figure verticistiche e i ruoli di responsabilità ben definiti.

Sono 21 le persone rinchiuse in carcere, 10 ai domiciliari e una irreperibile. Nel corso dell’operazione è stato accertato, come già emerso in passato, che la famiglia catanese di Cosa nostra è articolata in gruppi territorialmente localizzati, a capo di ciascuno dei quali è posto un responsabile, tenuto a dar conto del proprio operato al reggente ‘pro tempore’ dell’intero sodalizio.

Negli anni 2015 e 2016 questo ruolo è stato affidato a Francesco Santapaola, figlio del capomafia benedetto a Antonino Tomaselli e infine ad Alfo Ercolano. L’indagine è scattata nel marzo 2015 dopo la denuncia di un imprenditore vittima di un tentativo di estorsione.

In particolare, l’indagine ha riguardato il gruppo di San Pietro Clarenza e Barriera e il gruppo di Lineri operanti nei territori di Camporotondo Etneo, San Pietro Clarenza, Misterbianco e Belpasso, e sono state accertati e contestati oltre 30 episodi di estorsione, sia tentata che consumata, oltre a traffico di stupefacenti ed intestazione fittizia di società.

L’attività d’indagine, rafforzata dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, ha permesso di monitorare le imprese vessate che, come in alcuni casi dimostrato, versavano importi che si aggiravano tra i tre mila e i cinque mila euro annui a cadenze periodiche. Un dato di particolare rilievo della odierna operazione e’ quello relativo alla collaborazione di oltre 15 vittime di estorsione (tentata o consumata), con abbattimento del muro di omertà tipico di commercianti ed imprenditori che temono la forza del vincolo associativo.

Nell’ambito dell’operazione Black Lotus contro Cosa nostra etnea i carabinieri del comando provinciale di Catania hanno arrestato nove persone, dieci poste ai domiciliari e notificato il provvedimento restrittivo emesso dal Gip a 12 persone già detenute per altra causa, e non 21 come scritto precedentemente.

Agli arrestati posti ai domiciliari sono: Andrea Consoli, di 42 anni, Vincenzo Consolo, di 48, Marcello Corona, di 43, Carmelo Roberto Di Mauro, di 24, Salvatore La Rosa, di 45, Giuseppe Leocata, di 41, Venerando Leone, di 46, Stefania Lorena Politini, di 34, Giuseppe Puglisi, di 59, e Gabriele Salvatore Stimoli, di 22. Gli arrestati sono: Carmelo Ardizzone, di 38 anni, Sebastiano Caruso, di 41, Antonino Correnti, di 51, Domenico Orazio Cosentino, di 28, Roberto Finocchiaro, di 26, Gianluca Lo Presti, di 42, Giuseppe Santonocito, di 54, Barbaro Stimoli, di 31 , e Carmelo Orazio Stimoli, di 37.

Il provvedimento emesso dal Gip su richiesta della Dda della Procura distrettuale è stato notificato in carcere ai già detenuti: Orazio Coppola, di 55 anni, Carmelo Distefano, di 35, Aldo Ercolano, do 35, Giuseppe Faro, di 47, Giuseppe Felice, di 52, Salvatore Messina, di 28, Corrado Monaco, di 41, Carmelo Puglisi, di 49, e Vito Romeo, di 43, Francesco Santapaola, di 40, Pietro Stimoli, di 34, e Antonio Tomaselli, di 53.

“L’operazione dei carabinieri è il risultato di una grande indagine che ha portato all’arresto di 32 persone accusate di appartenere a Cosa nostra etnea. Un duro colpo all’articolazione della struttura interna alla famiglia catanese di Cosa nostra”. Lo scrive in una nota il Sottosegretario di Stato alla Difesa Angelo Tofalo. “Grazie e congratulazioni – aggiunge – all’arma dei Carabinieri e alla Direzione distrettuale antimafia della locale Procura per aver condotto un’eccellente attività investigativa. Avanti con la lotta alla mafia e alla criminalità”.