Mafia, “rivelavano notizie su boss Messina Denaro”: arrestati ufficiale Dia e carabiniere

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Avrebbero rivelato notizie riservate sulle indagini sul boss latitante Matteo Messina Denaro a un trapanese ritenuto vicino a Cosa nostra.

Con questa pesante accusa la Procura ha fatto scattare le manette ai polsi di un ufficiale della Dia di Caltanissetta e a un carabiniere in servizio a Castelvetrano, paese di origine del capomafia.

Il tenente colonnello Marco Zappalà, un ufficiale dei carabinieri in servizio alla Direzione investigativa antimafia di Caltanissetta, è accusato di Rivelazione di segreto d’ufficio, accesso abusivo a sistema informatico e favoreggiamento, Giuseppe Barcellona, un appuntato dell’Arma che lavora alla Compagnia di Castelvetrano, accusato di rivelazione di segreto d’ufficio e accesso abusivo a sistema informatico.

I due, secondo l’accusa, avrebbero “passato notizie riservate a un mafioso trapanese” vicino alla primula rossa latitante dal 1993. Con loro è stato arrestato anche l’ex sindaco di Castelvetrano, Antonio Vaccarino, già condannato per traffico di droga e poi diventato un confidente dei servizi segreti: è accusato di aver fatto da tramite e passato a un boss la trascrizione di un’intercettazione.

Le accuse contestate sono di rivelazione di notizie riservate, favoreggiamento e accesso abusivo a un sistema informatico. Ricostruzione accolta dal giudice delle indagini preliminari Piergiorgio Morosini, che ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare, accogliendo la ricostruzione dei sostituti procuratori Pierangelo Padova e Francesca Dessì.