Mafia: rivelazioni e misteri su sei omicidi nei racconti del boss Nino Pipitone

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Mafia: rivelazioni e misteri su sei omicidi nei racconti del boss Nino Pipitone e la Procura chiede la riapertura delle indagini. Sono sei gli omicidi di mafia su cui gli inquirenti hanno fatto luce grazie alle rivelazioni del pentito Antonino Pipitone, boss di Carini che da mesi collabora con i pm di Palermo.

Per due – l’agguato in cui morirono Antonino Failla e Giuseppe Mazzamuto e il delitto di Francesco Giambanco – la Procura ha la scorsa settimana disposto tre fermi e chiesto e ottenuto l’arresto dello zio del collaboratore di giustizia, Vincenzo Pipitone. Per altri tre delitti i pm Roberto Tartaglia, Annamaria Picozzi e Amelia Luise hanno chiesto al gip la riapertura delle indagini: si tratta degli omicidi del boss Lino Spatola, di Felice Orlando e di Giampiero Tocco, sequestrato davanti alla figlia di 6 anni e poi assassinato.

Per l’omicidio Spatola, vicino al capomafia Nino Rotolo, ucciso l’11 gennaio del 2006, su ordine dei capimafia di San Lorenzo Sandro e Salvatore Lo Piccolo che temevano un suo tradimento, non c’è stata ancora nessuna condanna. Le indagini, infatti, nonostante le rivelazioni del pentito Gaspare Pulizzi, vennero archiviate.

Pipitone ha raccontato ora ai pm che l’uomo fu attirato in un tranello: convocato per un summit di mafia, si presentò all’appuntamento con una bottiglia di champagne e un coniglio. Venne strangolato e sepolto a Villagrazia di Carini: i suoi resti vennero ritrovati dopo anni.

Giampiero Tocco fu eliminato, sempre su ordine dei Lo Piccolo, perché sospettato dell’uccisione di Peppone Di Maggio, figlio del mafioso storico di Cinisi Gaspare Di Maggio. Per il delitto sono stati condannati i boss Lo Piccolo, Damiano Mazzola e Gaspare Pulizzi. Rapito il 26 ottobre del 2000 mentre era in auto con la figlia, fu strangolato e sciolto nell’acido. Il pentito starebbe facendo i nomi di altri mafiosi coinvolti oltre a quelli già condannati.

Felice Orlando, invece, venne ucciso nel 1999, a colpi di revolver davanti a una macelleria dello Zen. Il collaboratore Gaspare Pulizzi confermò quanto già raccontato dal pentito Isidoro Cracolici. Orlando avrebbe più volte detto di “volersi prendere lo Zen nelle mani e uccidere Sandro Lo Piccolo”, dicono i pentiti. Per l’omicidio è stato condannato Pulizzi, mentre è ancora in corso il processo ai Lo Piccolo.(ANSA).