Salvatore Borsellino: “Istituzioni in via D’Amelio? Solo come privati cittadini”

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strage di via d'amelio

Le Istituzioni in via D’Amelio? ”Possono venire, ma solo come privati cittadini. A loro chiediamo verità e giustizia, non la presenza alle commemorazioni per portare corone di fiori. In via D’Amelio non vogliamo simboli di morte, perché per noi Paolo è vivo, lo è nel cuore di tanti”.

Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, il giudice ucciso nella strage di via D’Amelio, torna con l’AdnKronos sulle polemiche degli anni passati legati alla presenza delle autorità proprio sul luogo dell’eccidio. ”In questi anni – ha aggiunto – è bastata un’agenda rossa, sventolata in alto, per fare sì che le istituzioni disertassero via d’Amelio. Mi chiedo cosa ricorda loro per fare tanta paura”.

Per Salvatore Borsellino le Istituzioni hanno il dovere di farsi sentire ”quando è necessario e non solo quando si tratta di portare corone di fiori. Il 14 novembre scorso a Roma abbiamo fatto una manifestazione in sostegno di un giudice vivo e che rischia di morire – ha concluso -, abbiamo chiesto alle Istituzioni un messaggio di solidarietà, ma solo il presidente del Senato Grasso ha risposto al nostro appello. Da tutti gli altri c’è stato un silenzio lugubre. Alle istituzioni chiediamo verità e giustizia, non passerelle”.