Mafia, torna in carcere il boss ergastolano Vito Mangiaracina

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Torna in carcere il boss Vito Mangiaracina, esponente delle cosche storiche della provincia di Trapani. Condannato all’ergastolo per due omicidi e per associazione mafiosa, Mangiaracina si trovava dal 2008 in una residenza sanitaria assistenziale. Ma il suo quadro clinico sarebbe compatibile con la detenzione e per questo la Procura generale di Palermo ha emesso un ordine di esecuzione della pena in carcere.

Mangiaracina è stato riportato in cella dai carabinieri di Mazara del Vallo, la città dove, secondo l’accusa, aveva guidato un gruppo di mafia collegato ai fedelissimi di Totò Riina.

Protagonista dei nuovi equilibri di Cosa nostra, è stato condannato come mandante della duplice esecuzione nel gennaio 1992 di Vincenzo D’Amico, strangolato, e di Francesco Craparotta, eliminato con un colpo di pistola alla fronte. Successivamente era stato condannato a sei anni di reclusione nell’ambito di un processo a carico di 67 esponenti di Cosa nostra trapanese.

Vito Mangiaracina è, inoltre, il padre di Andrea, il giovane che avrebbe incontrato, secondo il racconto di alcuni collaboratori di giustizia, Giulio Andreotti in occasione di un viaggio del senatore, all’epoca presidente del Consiglio, a Mazara del Vallo.