Marsala: vita in auto per 3 mesi, coniugi Marchese accolti dalla Caritas di Mazara in attesa di un alloggio

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Da lunedì pomeriggio sono ospiti nell’ex Seminario vescovile di Mazara del Vallo (Trapani) Filippo Marchese e Anna Maria Vesuvio, i coniugi marsalesi che per tre mesi hanno vissuto in macchina, sul lungomare Boeo.

Lunedì pomeriggio marito e moglie sono stati accompagnati dall’assistente sociale del Comune e dai vigili urbani nella sede della Caritas diocesana-Fondazione San Vito Onlus, dove sono stati accolti dal presidente della Fondazione, Vito Puccio.

I due coniugi (il marito in segno di protesta per alcuni giorni si è incatenato al cancello del Comune di Marsala) da ieri notte dormono al primo piano della struttura, in una stanza dotata di bagno e doccia, per il tempo necessario che servirà per troverà un alloggio a Marsala. Il pranzo e la cena saranno garantiti alla mensa della Caritas, a pian terreno della stessa struttura. Il caso è seguito dagli assistenti sociali del Comune di Marsala.

Per mesi si sono cercate possibili soluzioni senza trovarle. Venuto a conoscenza della situazione in cui vivono i due coniugi, già a fine agosto, il vescovo monsignor Domenico Mogavero ha dato disponibilità ad aiutare i due coniugi. La Diocesi, tramite l’ufficio Economato, sosterrà, almeno per i primi sei mesi, le spese d’affitto di una casa a Marsala dove possono vivere i due coniugi.

Già lunedì pomeriggio Filippo e Anna Maria avevano espresso la volontà di volere incontrare il vescovo per ringraziarlo della sua vicinanza. In mattinata il presidente della Fondazione San Vito li ha accompagnati al palazzo vescovile.

“Questo sarà un momento che non dimenticheremo mai – ha detto Filippo Marchese – nel quale abbiamo potuto sperimentare la solidarietà concreta. Stanotte per noi dormire in un letto dopo 100 giorni di vita in macchina, mangiare un piatto di pasta caldo e farci una doccia con acqua calda, è stato davvero qualcosa di straordinario”.

I due coniugi, attualmente, vivono da soli: il figlio minorenne è in una comunità di Gela, mentre la figlia col bimbo in una struttura di Partanna. Le trattative avviate per la ricerca di una casa da affittare a Marsala hanno, ad oggi, dato esito negativo. “È necessario aprire il cuore – ha detto il vescovo – non sempre i soldi risolvono i problemi”. (AdnKronos)