Massimo Ciancimino superteste inattendibile: condannato a 6 anni per calunnia a De Gennaro e Narracci

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Il Tribunale monocratico di Caltanissetta, presieduto da Valentina Amelia Maria Balbo, ha condannato a sei anni di carcere Massimo Ciancimino, accusato di calunnia aggravata nei confronti dell’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro e dell’ex Sisde Lorenzo Narracci, ai quali andranno rispettivamente 100 mila euro “oltre agli interessi compensativi” e 80 mila euro di provvisionale.

Il giudice monocratico scrive, dunque, la parola fine alla carriera di superteste per Massimo Ciancimino, condannato per calunnia aggravata nei confronti dei due esponenti delle istituzioni, che il figlio dell’ex sindaco mafioso di Palermo tentò di coinvolgere nell’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia.

La Procura nissena, al termine della requisitoria, a inizio ottobre, aveva chiesto la condanna a 5 anni e nove mesi di reclusione. Prescritti, invece, i reati di rivelazioni di segreto istruttorio. Secondo la Procura di Caltanissetta, Ciancimino avrebbe accusato ingiustamente Gianni De Gennaro, rappresentato dagli avvocati Franco Coppi e Francesco Bertorotta, sostenendo che l’ex capo della Polizia avesse veicolato informazioni riservate a Vito Ciancimino tramite il conte Romolo Vaselli, imprenditore edile, considerato un prestanome dell’ex sindaco mafioso di Palermo.

Non solo, De Gennaro sarebbe stato calunniato soprattutto con la confidenza, fatta a un funzionario della Dia nissena, con cui Ciancimino junior indicò l’ex capo della polizia e del Cesis come il “signor Franco-Carlo”. Si tratta del misterioso personaggio al confine tra mafia e Servizi, più volte evocato dal teste come protagonista della storia d’Italia dagli anni ’60 in poi, ma mai individuato.

Un’altra accusa riguarda il coinvolgimento di De Gennaro nella vicenda del passaporto che Massimo Ciancimino aveva chiesto nel 2004 per il figlio appena nato. Secondo Ciancimino, che non era presente al momento della lettura della sentenza, De Gennaro avrebbe agevolato il rilascio del documento per il bambino. Oggi la condanna superiore alla richiesta della procura.

Il giudice monocratico ha dichiarato Massimo Ciancimino anche interdetto dai pubblici uffici per la durata di cinque anni e lo ha dichiarato in stato di interdizione per sei anni. Condannato anche al risarcimento dei danni “patiti da tutte le parti civili costituite da liquidarsi davanti al giudice civile e lo condanna, inoltre, a rifondere le spese processuali sostenute dalle parti civili”.

In particolare, Ciancimino dovrà liquidare a Lorenzo Narracci la somma di 4 mila euro e a Gianni De Gennaro la somma di 6 mila euro. Infine, dovrà risarcire con la somma di 4.800 euro la Presidenza del Consiglio e il Ministero della giustizia.

Nel processo cosiddetto trattativa Stato – mafia, in corso a Palermo, lo stesso Ciancimino è imputato di associazione mafiosa e calunnia. I pm del capoluogo siciliano, entrando in contrasto con i colleghi nisseni, avevano a lungo ritenuto attendibile il presunto superteste e soprattutto sulle sue accuse avevano basato la riapertura dell’indagine e la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dei dieci imputati, ancora a giudizio davanti alla Corte d’assise del capoluogo dell’Isola. (AdnKronos/AGI)