Matteo Salvini ammorbidisce i toni: “Vado a piedi fino a Palermo per spiegare tutto ai giudici”

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matteo salvini

Matteo Salvini usa toni più morbidi per commentare la vicenda giudiziaria che lo vede indagato per il caso della nave Diciotti. Ieri il leader leghista aveva scelto toni platealmente duri dopo aver ricevuto dalla Procura di Palermo la comunicazione di essere stato iscritto nel registro degli indagati. Ma la scelta del muro contro muro con i giudici non è piaciuta agli alleati del M5S e così oggi Salvini ha cambiato registro.

Da Cernobbio il titolare del Viminale ha fatto saper di aver ascoltato il “consiglio del collega Di Maio” che gli aveva suggerito di non attaccare i giudici, si è detto disponibile “ad andare a Palermo anche a piedi” per spiegare le sue ragioni.

“Non sono al di sopra della legge. Aspetto con estrema curiosità le sentenze che mi riguardano, questo è un governo di inclusione e pace sociale, accogliamo chi possiamo integrare, meno arrivi significa più integrazione; condivido le parole di Papa Francesco. Non c’è nessun golpe giudiziario ci sono delle inchieste – ha detto Salini -. Spero facciano in fretta, non mi tolgono il sonno. Confermo di aspettare con grande rispetto, celerità e curiosità le sentenze e i giudizi che mi riguardano. Sono disposto ad andare a Palermo a piedi per spiegare come sto lavorando per bloccare l’immigrazione. Se sono un sequestratore ne trarrò le conseguenze – ha proseguito – penso di essere un esecutore di quello che mi chiede il popolo italiano. Conto di fare per almeno 5 anni il lavoro di ministro dell’Interno senza essere considerato un assassino, un delinquente o un sequestratore. Se l’anno prossimo sarò ancora a piede libero, ci rivedremo qui ancora ancora come ministro dell’Interno”.