Mazara del Vallo scende in piazza per la piccola Denise Pipitone

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denise pipitone

“Questa piazza così piena, nel rispetto delle norme anti Covid-19, stasera vuole dire che è ora di finirla. Chi ha rubato Denise si ricordi che sono uomini e donne. Se hanno un cuore diano finalmente pace ai genitori e a tutta l’Italia intera. Rompano il silenzio”. Lo ha detto monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo, intervenendo all’iniziativa “Insieme per Denise”, stasera in piazza della Repubblica a Mazara. Più di 500 sono i mazaresi che hanno partecipato alla fiaccolata in piazza, stringendosi attorno ai genitori della piccola Denise, scomparsa il primo settembre del 2004.

“Questi 17 anni sono diventati insopportabili – ha detto il sindaco Salvatore Quinci – c’è una Mazara che non sopporta più e che insieme ai genitori vuole la verità”. Poi l’appello di Piera Maggio a chi ha rapito la sua piccola: “Fatevi coraggio, non potete tenervi sulla coscienza cosa è successo. Denise è figlia di questa città e dobbiamo proteggerla.Ci auguriamo verità e giustizia: chi ha sbagliato deve pagare, nonostante siano passati 17 anni. Adesso la pacchia è finita”.

L’avvocato Giacomo Frazzitta ha ribadito che chi ha preso Denise non è un extraterrestre, “è un umano”. Poi l’invito ai mazaresi: “Da domani diventate investigatori anche voi. La verità su Denise è dentro questa città, non da altre parti”.

Non ci sono tracce della piccola Denise Pipitone nella palazzina di via Pirandello, a Mazara del Vallo, come scrive l’Adnkronos. E’ l’esito della lunga ispezione eseguita nel pomeriggio nell’edificio che ospitò fino a pochi anni fa Anna Corona, la madre della sorellastra di Denise Pipitone, all’epoca moglie del padre naturale della piccola e madre di Jessica, la sorellastra di Denise processata e assolta dall’accusa di aver sequestrato la bambina. I Vigili del fuoco e i Carabinieri del Ris sono stati al lavoro fino alle 20.15 nella palazzina disabitata, di proprietà di una famiglia che vive in Svizzera, cercando anche con le carte del catasto alla mano, eventuali tracce di lavori di muratura fatti negli ultimi anni. Controlli anche nel garage e in una botola, con un pozzo, ma come si apprende anche qui l’esito è stato negativo. Era stata una segnalazione, non anonima, a indicare agli investigatori alcune notizie ritenute “molto interessanti”. Una scelta investigativa mirata che avrebbe indotto i magistrati a fare dei controlli.

La mamma di Denise, Piera Maggio, non si è mai rassegnata alla scomparsa della bambina, è stata sempre convinta che Jessica e la sua famiglia siano coinvolte nella sparizione. “E’ solo un’ispezione dei luoghi – spiegano fonti della Procura – finalizzata a capire se, nella casa, siano stati fatti dei lavori”. I pm non vogliono lasciare nulla di intentato: dopo anni di false piste, indagini con evidenti falle, accuse di depistaggi, la magistratura vuole andare fino in fondo.