Meningite, Rezza (Iss): “Allarme epidemia solo sulla stampa”

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Treviso 22 dicembre 2007 EPIDEMIA MENINGITE Gli avvisi all'ingresso dell'Ospedale Cà Foncello di Treviso © Franco Tanel/Ansa

Di allarme meningite non vuol parlare Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive, parassitarie e immunomediate dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Eppure “qualche motivo di preoccupazione”, lo ammette, agita le autorità sanitarie del Paese e aggiunge: “Credo sia utile vaccinare gli adolescenti e i giovani, che frequentano luoghi pubblici affollati come scuole e università”.

“Direi che l’epidemia è più sulla stampa che nella realtà” afferma in una intervista ad Avvenire nella quale precisa che i casi in Italia “ogni anno sono circa mille, di cui tra i 190 e i 200 da meningocco (non solo di tipo C, peraltro). Dunque nessun allarme su quanto avviene a Roma, a Napoli o altrove. Diverso il discorso sulla Toscana, dove la situazione è seria e lo stato di allerta – non lo nascondiamo -elevato. In un preciso territorio, quello della valle dell’Arno, da due anni ci troviamo innanzi a un ceppo particolarmente aggressivo di meningocco C. Le autorità sanitarie locali hanno fatto tutto il necessario per contenere il focolaio, cosa che sta avvenendo. E’ chiaro che il nodo è vaccinarsi”, “mi sento di tranquillizzare chi in queste feste per esempio va a Firenze a visitare un museo. Per chi invece per motivi di lavoro è spesso in Toscana, o decide di stabilirvisi per qualche mese, è consigliato sottoporsi alla vaccinazione”, “il meccanismo di contagio della meningite richiede un contatto diretto e prolungato con chi ne è portatore”.

E conclude: “Quello che posso dire è che altrove, in Germania o in Inghilterra per esempio, abbiamo riscontrato la presenza in determinati periodi storici di focolai concentrati dal punto di vista geografico”.