Mercato ortofrutticolo, i controlli alimentari dell’Asp devono pagarli i commercianti

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Mercato Ortofrutticolo, chi paga i controlli per la sicurezza alimentare? I controlli effettuati dall’Asp devono essere pagati dagli stessi commercianti all’ingrosso.

Il principio è stato confermato dalla Commissione tributaria Provinciale di Palermo nella sentenza n.5757/06/18 del 15/11/2018. La sentenza scaturisce dal ricorso introdotto da una delle società operanti presso il mercato ortofrutticolo di Palermo, attraverso il quale richiedeva l’annullamento della tariffa forfettaria per il finanziamento dei controlli ufficiali da effettuare a cura dell’Asp, in base al d.lgs n.194 del 2008, per accertare la salubrità dei prodotti alimentari da immettere nel commercio al dettaglio.

La società palermitana evidenziava, nel suo ricorso, che il pagamento delle spese spettassero solo alle società di produzione dei beni alimentari non ai commercianti all’ingrosso, visto che non sono espressamente richiamati nella normativa nazionale.

In particolare, i controlli sanitari oggetto del ricorso derivano dal regolamento europeo n.884/2004, che rimanda alle autorità nazionali per stabilire le modalità di finanziamento dei controlli sanitari ed ecco perché in Italia è stato introdotto il d.lgs n.194/2008.

Nella sentenza si legge, nello specifico, che “La mancata espressa qualificazione, quale soggetto passivo, nella legislazione statale italiana, degli operatori che non svolgono attività di produzione e che si limitano alla vendita all’ingrosso, non impedisce alla p.a. di imporre legittimamente siffatta prestazione patrimoniale”, considerando, inoltre, che la regolamentazione comunitaria fa, invece, espresso richiamo ai controlli nella fase di commercializzazione degli alimenti.

In sostanza, la tariffa prevista dall’ordinamento comunitario è un tributo vero e proprio al quale sono tenuti  i venditori all’ingrosso, analogo contenzioso era già avvenuto in Portogallo, poi risolto con una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione Europea, con un orientamento dello stesso tenore. La tariffa, variabile in base alla quantità di beni commercializzati, ha un importo di circa 500 euro annui per quantità fino a 500 tonnellate. La finalità di questo tributo, come già anticipato,  è quello di garantire all’autorità sanitaria adeguate risorse per effettuare i controlli sanitari, per garantire la sicurezza alimentare, anche nel sistema della vendita all’ingrosso.

A cura di Pierangelo Bonanno