Migliaia di sostenitori di Trump si stanno radunando nella capitale Usa

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Migliaia di sostenitori di Donald Trump si stanno radunando nella capitale Usa, Washington D.C., per quella che potrebbe trasformarsi in una delle manifestazione più accese contro i risultati delle presidenziali del 3 novembre, convocata proprio nel giorno in cui il Congresso si prepara a ratificare formalmente la vittoria del presidente eletto Joe Biden.

Come riportano i media americani, i manifestanti per lo più non indossano particolari protezioni anti-Covid, ma alcuni portano mascherine con lo slogan “Make America Great Again”. Altri hanno provato a intonare “Stop the steal”, basta rubare con riferimento alle accuse di brogli elettorali, che senza prove concrete, Trump continua a portare avanti sostenendo che le presidenziali siano state manipolate. I social media di ala conservatrice hanno promosso almeno quattro diverse manifestazioni: il National Park Service, l’agenzia federale che gestisce i parchi nazionali e monumenti, ha ricevuto diverse richieste.

Tutte le dimostrazioni puntano a esercitare pressione sui membri repubblicani del Congresso, perché oggi si oppongano alla certificazione della vittoria elettorale del democratico Biden, come chiesto da Trump.

Gli organizzatori si aspettano almeno 30 mila persone. Il corteo più grande è iniziato a Ellipse, vicino alla Casa Bianca, ed è promosso dalla Women for America First, un gruppo conservatore che ha già contribuito ad altre manifestazioni che hanno raccolto migliaia di persone nei mesi scorsi.

Trump stesso ha promosso i cortei di oggi, twittando spesso a riguardo durante le vacanze natalizie ed è atteso un suo intervento proprio ad Ellipse. Alcuni membri dei Proud Boys dovrebbero unirsi: Enrique Tarrio, uno dei leader, ha lasciato intendere che i seguaci prenderanno parte in incognito. Tarrio è stato arrestato lunedì al suo arrivo a Washington, accusato di aver bruciato un poster del movimento Black Lives Matter durante una protesta l’anno scorso. Dichiaratosi innocente è stato scarcerato ma gli è stato ordinato di rimanere lontano da Washington D.C. fino alla prossima udienza davanti al giudice a giugno. (Fonte Agi)