Migranti: 28 positivi al Covid-19 sbarcati, ora in quantantena su Moby Zazà

0
25

Sono 28 i migranti, salvati in acque internazionali dalla nave Sea Watch e imbarcati sulla nave-quarantena Moby Zazà che è in rada a Porto Empedocle, nell’Agrigentino, che sono risultati positivi al Covid-19. I tamponi sui 209 migranti presenti sulla Moby Zazà erano stati effettuati martedì mattina.

Martedì sera era stato reso noto che uno dei migranti sbarcati dalla Sea Watch era stato ricoverato, nella notte tra sabato e domenica, nel reparto malattie infettive dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta. Inizialmente per l’uomo, originario del Camerun, si era sospettato un caso di tubercolosi. Poi l’esito del tampone aveva fatto chiarezza. A confermarlo anche il direttore generale dell’Asp di Caltanissetta Alessandro Caltagirone.

“Ventotto migranti positivi al Covid-19. Sono sulla nave in rada a Porto Empedocle, soluzione che con caparbietà abbiamo preteso il 12 aprile scorso dal governo centrale per evitare che si sviluppassero focolai sul territorio dell’Isola, senza poterli circoscrivere e controllare. Oggi si capisce meglio quella nostra richiesta”. Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. “E chi ha vaneggiato accusandoci quasi di razzismo, oggi si renderà conto che avevamo ragione – aggiunge Musumeci -. Nelle prossime ore andranno adottati provvedimenti sanitari importanti al principio della precauzione. Voglio sperare che a nessuno venga in mente di non coinvolgere la Regione nelle scelte che dovranno essere assunte”.

“Apprendiamo dalla stampa che una trentina di migranti saliti a bordo della nave Sea Watch e imbarcati successivamente sulla nave-quarantena Moby Zazà in rada a Porto Empedocle, sarebbero risultati positivi al Covid19. Ad evitare il peggio, è stata solo la soluzione della nave-quarantena voluta dal Governo Musumeci. Le folli politiche del Governo nazionale in materia di gestione dei flussi migratori espongono i siciliani a forti rischi per la salute pubblica. Ormai non si contano più gli sbarchi autonomi con decine di barconi che raggiungono indisturbati le coste siciliane. Ho interrogato i ministri Lamorgese e Speranza sperando che si sveglino dal torpore nel quale sono caduti ed evitino che la Sicilia ripiombi nell’incubo Covid dal quale stiamo uscendo. I ricollocamenti sono un miraggio ed è necessario che spieghino agli italiani come intendono gestire tutti questi migranti”. Lo dichiara Carolina Varchi, deputato di Fratelli d’Italia.

“La notizia che sulla nave in rada a Porto Empedocle risultano 28 migranti positivi al Covid è una risposta secca e mortificante per tutti quelli che in queste settimane hanno continuato a urlare, anche nelle piazze a noi care, lo slogan ideologico dell’accoglienza, un mantra politico ribaltato in un momento di difficoltà per il sistema Paese. Il loro silenzio è oggi l’unico vaccino per le tesi dei radical-chic, dei benpensanti, dei fan del politically-correct e dei professionisti dell’accoglienza barattata sull’altare della sicurezza pubblica”. Lo dice Antonio Catalfamo, capogruppo all’Ars per Lega Sicilia, che aggiunge: “Bene ha fatto il governo Musumeci a promuovere e ottenere una nave-quarantena come hotspot in mare. Si sono così evitati altri focolai a pochi giorni dal risultato tanto sperato del covid-free per la Regione”.

“Voglio andare fino in fondo, capire cosa è avvenuto. Perché a una nave Ong è stato concesso di sbarcare a Porto Empedocle, che fino a poco tempo fa era considerato un porto non sicuro. Perché i migranti non sono stati trasbordati sulla nave-quarantena a largo, invece di arrivare sulla banchina. La mia comunità è stata esposta al pericolo di un’epidemia”. A parlare con l’Adnkronos è il sindaco di Porto Empedocle Ida Carmina. “Il clima nel mio paese è abbastanza surriscaldato – prosegue – Siamo costantemente esposti a un pericolo” dice la prima cittadina che ricorda il suo impegno per la nave-quarantena. “Per fortuna è stata approntata – dice – A quest’ora avremmo a terra 28 persone positive al Covid per le quali si sarebbe dovuta cercare una sistemazione in strutture non adeguate. Siamo in una situazione straordinaria e anche le misure da adottare lo devono essere”.

“Quello che accaduto è un evento che temevo”, sottolinea Carmina che nella prima metà di aprile aveva emesso un’ordinanza sindacale proprio per inibire qualunque sbarco a Porto Empedocle. Domenica sera il sindaco era al porto, proprio per sincerarsi della situazione e avere notizie sulle condizioni di salute dei migranti e dello stesso equipaggio della Sea Watch. I risultati dei tamponi sono arrivati solo nella tarda serata di martedì. “Noi sindaci siamo l’autorità sanitaria eppure siamo gli ultimi ad essere informati di queste cose – aggiunge – La gente si rivolge a noi, veniamo stritolati in questi meccanismi. Sarebbe doveroso che fossimo messi al corrente di quello che accade”.

“La nave è chiusa, blindata. Queste persone sono scese da una nave e sono salite su un’altra nave e non hanno incontrato nessuno sul territorio nazionale e adesso sono state avviate misure e linee guide che vengono dal ministero della Salute immediatamente attivate”. Lo ha detto il prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, che ha parlato a margine dell’incontro con il comitato parlamentare sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza sull’attività di Europol, di controllo e vigilanza. “Si faranno ulteriori tamponi per monitorare la situazione giorno, dopo giorno. Le criticità vanno affrontate e adeguatamente risolte”.