Migranti, altri 1.143 a Catania. E su twitter Maroni infiamma la polemica

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Continua a crescere il numero dei migranti giunti o in arrivo in queste ore sulle coste siciliane: alle 16 nel porto di Catania è entrata la nave della Marina militare britannica ‘Bulwark’ con a bordo 1.143 profughi, tra cui nove donne incinte. Erano stati salvati nel corso di otto diversi interventi al largo della Libia.

Numeri da record quelli dell’ultimo weekend sul fronte dei soccorsi nel Canale di Sicilia: oltre 2000 profughi su 5 barconi sono stati soccorsi tra sabato e ieri dall’organizzazione umanitaria Migrant Offshore Aid Station (MOAS), che insieme a Medici senza Frontiere sta pattugliando il Canale di Sicilia con la nave My Phoenix.

In tutto nel fine settimana sono stati soccorsi quasi 6.000 migranti: tra questi gli 800 giunti ieri a Palermo e gli oltre 500 sbarcati a Trapani. A questi si aggiungono altri 113 salvati nel pomeriggio di oggi dalla Guardia Costiera.

E mentre soccorsi e sbarchi non si fermano rimbalzano con forza in Sicilia le dichiarazioni di Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, che ha innescato l’ennesima polemica sul tema immigrazione minacciando i sindaci lombardi del taglio di trasferimenti nel caso in cui scelgano di accogliere migranti.

Immediata la reazione del ministro dell’Interno Angelino Alfano: “Chiediamo un’equa distribuzione dei migranti in Italia così come in Europa – dice – ed è un atteggiamento insopportabile di odio verso il sud dire ad alcune regioni ‘sbrigatevela da soli'”.

Le reazioni alle dichiarazioni di Maroni sono numerose, e tra tutte spicca quella della Caritas che ha rinnovato l’appello alla solidarietà:”Non è il momento per fare dell’ immigrazione un tema di scontro politico – dice monsignor Oliviero Forti, responsabile dell’ufficio immigrazione della Caritas italiana – In un periodo di grande difficoltà ci attendevamo solidarietà da parte di tutte le regioni. Per noi è incomprensibile che Veneto, Lombardia e Liguria rifiutino il dovere dell’accoglienza. Anzi, servono più forze e più volontari”.

A dare forza a questi appelli sono anche le cifre. Non solo quelle che il Mediterraneo continua a registrare ogni giorno, ma anche quelle delle previsioni del governo italiano: si stima infatti che entro il 2015 saranno circa 200.000 i migranti sbarcati.