Migranti: giudizio immediato per 16 componenti dell’organizzazione che gestiva i viaggi di “lusso”

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La Procura di Palermo ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per i 16 componenti dell’organizzazione criminale che organizzava e gestiva viaggi di “lusso” per migranti tra Cape Bon, in Tunisia, e Marsala su gommoni superveloci.

Rischi zero, prezzi altissimi – circa 3 mila euro a persona, per piccoli gruppi di extracomunitari che, arrivati sulle coste siciliane, venivano prelevati e portati in abitazioni dove potevano rifocillarsi, lavarsi e avere vestiti nuovi. L’affare è stato scoperto dalla Procura di Palermo che, a giungo, ha fermato 12 persone: l’indagine è stata coordinata dal pm Gery Ferrara.

Al vertice della banda c’erano cittadini tunisini che usavano manovalanza locale: marsalesi e fiorentini. Tre indagati sono rimasti irreperibili. Gli altri hanno scelto il rito abbreviato: la data di inizio del processo non è stata ancora fissata.

I viaggi non erano paragonabili a quelli sui barconi fatiscenti usati solitamente dai migranti e dai trafficanti di uomini che seguono la rotta verso l’Italia. E chi arrivava, eludendo i controlli a cui vengono sottoposti i migranti irregolari, evitava di essere identificato. Circostanza che, insieme con alcune intercettazioni, ha fatto dire agli inquirenti che tra i potenziali “clienti” dell’organizzazione c’erano ricercati per problemi con la giustizia o persone collegate a gruppi jihadisti che temevano di essere arrestati, una volta giunti in Italia.

Cinque i viaggi accertati organizzati dalla banda al cui vertice c’erano Jabranne Ben Cheikh, tunisino di 29 anni, e la sua compagna italiana, Simona “Simonetta” Sodi, 56 anni. Ai fermati, accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, la Procura ha contestato l’aggravante della transnazionalità.

Simona Sodi, finita in manette nel giugno dell’anno scorso, avrebbe avuto un ruolo fondamentale nel sistema di trasporto dei migranti a bordo dei gommoni superveloci utilizzati per attraversare il tratto di mare che separa il Nord Africa dalla Sicilia. Tanto veloci che, secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, sarebbero riusciti a coprire la distanza in appena 4 ore.