Migranti, con “Il grande viaggio” a Palermo il Nobel Wole Soyinka

0
61

Un progetto su “The Grand Voyage: African Dispersal and Reclamations”, che coinvolgerà Palermo, Lagos e altri porti del Mediterraneo: ci sta lavorando il Premio Nobel per la letteratura Wole Soyinka e partirà proprio dal capoluogo siciliano che l’anno scorso lo ha investito della cittadinanza onoraria.

Una sorta di “viaggio al contrario”, quello dell’autore di ‘The man died’, una migrazione inedita che dal cuore dell’Africa condurra’ fino alla Sicilia e da li’, all’Europa. Wole Soyinka, una delle voci piu’ potenti e impegnate d’Africa, ne parla oggi al Museo delle Marionette Antonio Pasqualino, a Palermo, partecipando ad uno dei ‘Colloquia’ previsti all’interno della Biennale Arcipelago Mediterraneo. Al suo fianco Awam Amkpa, curatore e accademico della New York University, ed Ellyn Toscano, direttrice esecutiva della New York University Florence.

All’interno della Biennale, domani alle 21 all’Archivio Storico si esibiranno i Pupi di Surfaro & Jali Diabate. E’ il progetto folk/electro/rock nato da un’idea di Totò Nocera (voce e percussioni) che si esibisce con Pietro Amico (battaria, tammuri, piatti, pignati, padeddi, ciancianeddi), Peppe Sferrazza (basso) e per l’occasione, con il senegalese Jali Diabate alla kora. Un progetto con un’identita’ forte radicato nel passato, che vive nel presente, proiettato nel futuro: riscoprire le radici, il folk, trovare uno stile comunicativo contemporaneo, originale, innovativo. Lontano dagli stereotipi della musica popolare, si mantiene vivo lo spirito, l’intenzione, l’ironia, la rabbia, lo sguardo sui fenomeni storici, visti da vicino, dal basso, dal sud. Una parola poetica e diretta, concreta e dissacrante, impregnata di senso, prorompente, originale, graffiante, ironica, spregiudicata, provocatoria; il dialetto siciliano si mescola a contaminazioni della lingua italiana, americana, oppure al mandingo-senegalese di Jali Diabate e addirittura arriva al sardo-ligure.

Seconda tappa del progetto che accomuna il lavoro sull’Arte del gesto di Virgilio Sieni e l’Opera dei Pupi di Mimmo Cuticchio: “Palermo Arte del Gesto nel Mediterraneo. Accademia sui linguaggi del corpo e l’opera dei pupi”, di cui quasi un’anteprima lo scorso 22 dicembre si e’ svolta al Santa Cecilia. Ora si srotola il secondo capitolo dell’intero progetto che si concludera’ nel 2018: l’idea e’ quella di sviluppare nel cuore storico della città, un percorso inedito attraverso il quale i cittadini e gli artisti diventino protagonisti di un “luogo” che riflette sui linguaggi del corpo e l’opera dei pupi.