Migranti: la sfida di Biagio Conte ai politici, tredicesimo giorno di sciopero della fame

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E’ al tredicesimo giorno di sciopero della fame il missionario laico Biagio Conte che protesta per l’espulsione dall’Italia di Paul, ghanese di 51 anni, a Palermo dal 2010, che vive nella missione “Speranza e carità”.

Un caso preso ad esempio per accendere i riflettori sulle politiche che riguardano i migranti. Nella struttura fondata da Conte vengono accolti povera gente, senza tetto, persone con problemi psichici. Per ora nelle sedi della missione vi sono mille ospiti. Conte, con le catene alle caviglie simbolo di una umanità non libera, è sdraiato sul giaciglio di cartone sotto la statua del beato Pino Puglisi dove venne ucciso il parroco di Brancaccio.

Nel suo giaciglio di cartone, dove dorme accanto a Paul e al comunicatore sociale della missione, Riccardo Rossi, continua a fare appello contro “la politica disumana che impedisce l’accoglienza” e dice: “Le autorità, le istituzioni, sono esseri umani. Anche loro hanno un cuore. Facciamolo battere”. Per martedì prossimo è stata organizzata una giornata dal titolo “Uniamoci tutti” in cui religiosi, associazioni, persone comuni digiuneranno accanto a Conte.

Stasera alle 19.30 si svolgerà la messa officiata da padre Ake Elisee Brou, della parrocchia Maria SS. del Rosario a Monreale: un prete della Costa d’avorio arrivato in Italia su un barcone. Era stato accolto nella missione e ha fatto gli studi da sacerdote.

Nella piazza Anita Garibaldi dove don Puglisi fu ucciso il 15 settembre ’93 dal killer mafioso Salvatore Grigoli arrivano coppie, famiglie, ragazzi che parlano pochi minuti con Biagio Conte. Ci sono persone che portano cibi e bevande. Alcuni cucinano a casa e poi portano i pasti per Paul e i volontari che assistono il missionario. Alle messe che si svolgono ogni sera partecipano esponenti della Caritas, carabinieri, poliziotti, vigili urbani. Alcune persone agli arresti domiciliari assistono affacciandosi dai balconi. Anche alcuni istituti scolastici portano studenti e scolari a visitare Biagio e a parlare dei migranti.

“Siamo tutti fratelli – dice Conte – Non si possono cacciare persone che fuggono da guerre, fame, povertà. Non si può cacciare chi vive in Italia da tanti anni e che si è sempre comportato bene. Stiamo fomentando un nuovo odio razziale. Stiamo attenti è in atto una ingiusta disumanizzazione”. (ANSA)