Migranti, Musumeci: “Andiamo avanti, il governo finge di non capire e usa magistrati”

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“I fatti sono noti. Il governo ha impugnato la nostra ordinanza, lo ha fatto al Tar con un magistrato” che “qualcuno dice, ma è una “malalingua”, è stato consulente del presidente Zingaretti che è il capo del partito più importante al Governo”. Lo afferma il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in un video diffuso da televisioni locali, sulla decisione del Governo nazionale di impugnare la sua ordinanza di chiusura dei centri per migranti nell’Isola che è stata sospesa ieri dal Tar di Palermo.

“Noi andiamo avanti – ha ribadito Nello Musumeci – naturalmente, perché al di là dei marchingegni e dei bizantinismi giuridici noi siamo convinti di essere dalla parte della ragione perché stiamo combattendo una battaglia di civiltà a difesa della salute di chi si trova in Sicilia. Non soltanto dei siciliani, ma anche di quei migranti che vengono trattati come se fossero oggetto da speculazione e invece sono esseri umani sui quali finora i buonisti, i preti spretati, i cosiddetti volontari che si battono i pugni sul petto si sono sempre voltati dall’altra parte. Finalmente abbiamo denunciato un’amara realtà è di fronte a questa denuncia il Governo nazionale fa finta di non capire e utilizza i magistrati. Noi andiamo avanti e non ci fermiamo perché dalla nostra parte c’è la gente che ha il coraggio delle proprie scelte e che come me non intende arrendersi. Roma lo sappia. Se ne sono capaci, vincano questa battaglia. Ma la vincano con la forza della ragione, non con la ragione della forza”, ha concluso Nello Musumeci.

“Leggo le agenzia di stampa e resto senza parole. La notte scorsa a Lampedusa sono arrivati 300 migranti. Nell’hotspot ce ne erano già 400, quindi siamo a 700. Ma quella struttura puo’ contenerne soltanto 190. Leggo che al largo di Pozzallo la Sea Watch naviga verso la Sicilia con 240 migranti, e nella struttura del Ragusano i nostri esperti hanno individuato quattro persone positive al Covid-19”, ha affermato in un video su Facebook il governatore della Sicilia, Nello Musumeci.

“Altri 40 migranti – ha proseguito Musumeci – stanno navigando al largo di Marzamemi. Sembra un bollettino di guerra, ma è il calvario di migliaia e migliaia di persone: circa 18mila nei primi 8 mesi dell’anno in Sicilia. Ma è mai possibile che tutto questi debba passare per gestione ordinaria? Ma è mai possibile che non ci sia mai la voglia, lo stimolo, l’impeto ad indignarsi a Roma? Ma è mai possibile che ci si volti dall’altra parte negando una realtà che è insostenibile? Certo – afferma ancora Musumeci – sta facendo effetto la decisione del Tar Sicilia di dire che l’ordinanza del presidente della Regione è nulla. La macchina infernale del potere si è messa in moto. Ma la macchina deve sapere che noi siamo rotti a tutte le esperienze e non ci lasciamo assolutamente intimidire. Qui nessuno vuole fare il Masianello o l’uomo di rottura, ma – osserva il governatore – abbiamo il dovere di difendere i diritti dei siciliani e andiamo avanti”.

Che poi in un video su Facebook ha detto: “Da lunedì i nostri consulenti sanitari andranno in giro nei circa 40 centri di accoglienza presenti nell’isola: per ognuno vogliamo una scheda e ci devono dire quale sono le condizioni igienico sanitarie di queste strutture dello Stato. Noi andremo avanti per la nostra strada nonostante i commenti di chi fa il ruffiano del potere, da parte di qualche religioso che avrà sbagliato mestiere perché voleva prendere i voti e ha preso quelli della Chiesa invece di quelli del partito e di qualche compiacenza che speriamo possa essere presto smentita. Noi siamo fermi nella nostra posizione: vogliano solo difendere il diritto alla salute di chi sta e di chi si trova in Sicilia. E vogliamo che Roma faccia per intero la sua parte”.

“Qualcuno spieghi a Musumeci che non è il Governo a usare magistrati compiacenti ma la Regione Siciliana ad avere, in questo momento, un presidente e dei funzionari legislativi talmente scarsi da non rendersi conto di avere emesso un provvedimento che tecnicamente non ha capo né coda. Un provvedimento la cui macroscopica illegittimità verrebbe agevolmente riscontrata anche da un ragazzo al primo anno di giurisprudenza. E il fatto che Musumeci non sia in grado di notarla è la testimonianza più grande della sua inadeguatezza a ricoprire il ruolo”. Lo dice Carmelo Miceli, deputato dem e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.