Migranti: sbarcati a Pozzallo in 264, ci sono anche 37 bambini, e 43 donne

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E’ arrivato a Pozzallo il barcone con a bordo 264 migranti soccorso da un peschereccio che lo ha trainato fino al porto del Ragusano. Sono stati autorizzati immediatamente a scendere 12 bambini, dei quali 5 neonati, e la cinquantina di donne. Sul posto il personale della polizia, dei carabinieri e della Capitaneria di porto di Pozzallo. Il peschereccio sarebbe stato “abbandonato” dalle autorità maltesi nel Mediterraneo.

Il vento su Pozzallo, che avrebbe reso ancora più pericolose le operazioni di soccorso dei migranti, ha costretto i soccorritori a velocizzare le operazioni di soccorso, con il coordinamento della Guardia di Finanza, e un mezzo della guardia costiera che ha definito il trasbordo dei migranti dal motopesca che ha rischiato di affondare a pochi metri dalla banchina. Sulla barca 184 uomini, 43 donne e 37 minorenni – tra i piccoli anche 5 lattanti, uno dei quali nato da meno di 10 giorni – che sono stati rifocillati e visitate dal personale medico e saranno ora spostate in diversi centri di accoglienza.

“L’imbarcazione – confermano dal Viminale – è arrivata con 264 migranti che, secondo gli accertamenti, sarebbero quasi tutti eritrei. Individuati gli scafisti, un libico e di un tunisino. Per il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, “Malta si conferma vergognosa, chissà se a Bruxelles sprecheranno inchiostro per mandare letterine di richiamo anche alla Valletta”.

I migranti sbarcati la notte scorsa a Pozzallo sono 264 persone partite da Misurata in Libia il 22 novembre, compresa “una bimba di 15 giorni nata in un hangar senza assistenza medica” e anche “233 eritrei” che “per 1-2 anni” e sono stati tenuti “nelle prigioni dei trafficanti”, “sopravvissuti a torture, abusi, malnutrizione” con un “riscatto pagato più volte”. Lo scrive Unchr Italia sul proprio profilo Twitter. Sono stati, ricostruisce l’agenzia Onu per i rifugiati, su “barchino traballante” in “mare per 3 giorni, senza cibo e acqua”. “Loro sono miracolosamente vivi a #Pozzallo – sottolinea Unchr Italia -. Altri invece, scomparsi in queste stesse ore. Il soccorso in mare è fondamentale, assieme a un meccanismo sicuro e prevedibile di approdo”.