Miliziani dell’Isis sui barconi dei migranti, è allarme anche in Sicilia

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Terroristi dell’Isis sui barconi dei migranti che approdano in Sicilia. Quella che prima era considerata una teoria fantasiosa oggi è realtà, almeno a sentire quello che ha dichiarato il ministro dell’Interno Marco Minniti nel corso di una intervista al quotidiano tedesco Die Welt.

“Ciò che solo alcuni mesi fa sembrava impossibile, ossia il fatto che i combattenti dell’Isis si imbarcassero su dei gommoni fatiscenti – ha detto Minniti – è ora diventato possibile. Si richiede pertanto la massima allerta”.

Le dichiarazioni del ministro dell’Interno hanno ovviamente allarmato due sindaci  di due città siciliane particolarmente esposte rispetto al fenomeno migratorio, Salvatore Martello, primo cittadino di Lampedusa e Roberto Ammatuna, sindaco di Pozzallo.

Intervistati entrambi dall’agenzia di stampa Adnkronos gli amministratori hanno esposto tutte le loro preoccupazioni. “Serve la massima attenzione, anche se io sono convinto che i terroristi dell’Isis non sbarchino a Lampedusa perché preferiscono un luogo da cui potere eventualmente scappare agevolmente” – ha detto Martello.

“Da tempo, ormai – spiega il sindaco di Lampedusa – i gommoni non arrivano a Lampedusa. I trafficanti di uomini preferiscono le imbarcazioni in legno. In ogni caso, bisogna stare molto attenti, perché noi non abbiamo notizie dei Servizi segreti…”.

Poi, il sindaco delle Pelagie aggiunge: “La chiusura della frontiera con la Libia, da un lato è riuscita a fermare una sacco di gente pronta a venire in Italia, ma dall’altro lato ha affinato le modalità di trasferimento e di sbarco in Sicilia. Una volta c’erano barche più grosse, ora sono barchette piccole, che non superano 20 persone”.  Per Martello è “l’organizzazione del traffico di uomini” a essere diversa.

Il sindaco di Pozzallo, invece, ricorda di essere stato tra i primi a lanciare l’allarme segnalando la possibile presenza di jihadisti dell’Isis sui barconi dei migranti.  “Siamo stati i primi a lanciare questo allarme, anche se le nostre preoccupazioni sono state strumentalizzate a tal punto da far passare la nostra città, da sempre in prima linea nell’accoglienza, come razzista. Adesso le parole del ministro confermano che quell’allarme aveva un fondamento”.

Nei mesi scorsi proprio il primo cittadino del centro del Ragusano aveva espresso i propri timori al capo del Viminale. Preoccupazioni per possibili infiltrazioni di potenziali soggetti appartenenti a cellule jihadiste. “Ci eravamo accorti – dice adesso Roberto Ammatuna – di una nuova tipologia di migranti, non persone in fuga da guerre e violenze, ma giovani bulli, arroganti e prepotenti”. Di fronte a questo cambiamento del fenomeno migratorio nella sua città, Ammatuna aveva preso carta e penna e aveva scritto a Minniti. “Con il ministro ho avuto un’interlocuzione assai positiva – prosegue il sindaco -, è venuto a Pozzallo e ci ha ascoltato”.

Il primo cittadino di Pozzallo però non vuol dare adito a criminalizzazioni generalizzate nei confronti dei migranti. Domani intanto nella cittadina del Ragusano è previsto un nuovo arrivo. Poco meno di una trentina di persone. “Il dialogo aperto con il ministero è il segno che quando c’è un’interlocuzione tra le Istituzioni i problemi possono essere risolti. Oggi il nostro hotspot funziona al meglio” – conclude.