Modena: fiume di polemiche per il corso in camera penale con Mario Mori e Giuseppe De Donno

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Mori e obinu assolti

Ha scatenato un’ondata di polemiche il seminario su Criminalità organizzata e terrorismo, organizzato dalla Camera Penale di Modena per venerdì, che vedrà la partecipazione, come “relatori d’eccezione”, dell’ex direttore del Sisde Mario Mori e del colonnello Giuseppe De Donno, già ufficiale del Ros dei Carabinieri, imputati nel processo sulla trattativa Stato-mafia attualmente in corso a Palermo. Il seminario garantirà crediti formativi deontologici ai penalisti presenti.

“Mi chiedo cosa possano insegnare sull’etica questi due signori – è il commento dell’ex senatore e componente della commissione Antimafia Stefano Vaccari -. Solo nel gennaio scorso, nel corso del processo sulla trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa Nostra, l’accusa ha chiesto condanne pesanti per Mori e De Donno. A queste condizioni, già sarebbe stato preoccupante chiamarli a parlare di criminalità organizzata tout court, ma che addirittura garantiscano l’acquisizione di crediti “etici” sembra stridente con il buon senso”.

“Nessuno – sottolinea Stefano Vaccari – li condanna preventivamente sulla base delle richieste del pm nel processo, ma questo non giustifica nemmeno assolverli altrettanto in via preventiva con comparsate pubbliche nel Paese, prima a Palermo poi a Modena. La strategia è chiara ed è preoccupante. La scelta poteva cadere su ben altre figure anche modenesi in grado di garantire quanto previsto dal corso”. “Mi auguro almeno che – conclude Stefano Vaccari -, in un sussulto di orgoglio, non ci sia grande partecipazione tra i penalisti modenesi”.

“Scoprire che il generale Mario Mori e il colonnello Giuseppe De Donno sono relatori a un seminario per cui verranno rilasciati crediti formativi in ‘Etica’ agli avvocati partecipanti, ci lascia alquanto perplessi. Era il caso di invitare a parlare di criminalità organizzata e terrorismo due imputati del processo sulla trattativa tra lo Stato e Cosa Nostra? A nostro avviso no, si tratta di un’iniziativa vergognosa”, lo affermano i parlamentari del Movimento 5 Stelle eletti nel collegio di Modena.

“Da quattro anni nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo si sta svolgendo un processo storico che sta cercando di fare luce sulla tragica stagione di stragi degli anni Novanta – continuano i parlamentari -, per cui il pubblico ministero Vittorio Teresi ha chiesto una condanna a 15 anni per Mori e a 12 per De Donno per aver trattato con la mafia mentre esplodevano le bombe tra la Sicilia e il continente. Non dimentichiamo inoltre che Mori e De Donno non sono nuovi all’accusa di favoreggiamento nei confronti della criminalità organizzata: il primo è stato imputato per la mancata perquisizione bel covo del boss Totò Riina e per il mai ordinato arresto di Bernardo Provenzano e il secondo è stato accusato di avere contattato Massimo Ciancimino per stabilire un contatto con il padre Vito, ex sindaco mafioso di Palermo, al fine di aprire un dialogo tra le due parti in guerra e fermare la strategia stragista di Riina”.

Sebbene, continuano i pentastellati, “siano stati entrambi scagionati dai capi d’imputazione i giudici hanno comunque accertato l’omissione e l’idoneità all’insorgere di una responsabilità disciplinare, come se non bastasse De Donno è stato anche coinvolto nelle indagini sull’Expo di Milano e accusato di aver causato un danno di oltre mezzo milione di euro alla pubblica amministrazione. Insomma, comportamenti in netto contrasto con l’etica del lavoro di cui, in teoria, parla il seminario”.