Revocata la licenza di pubblica sicurezza alla discoteca “Goa” di Palermo: il locale, la sera del 14 febbraio scorso, è stato teatro della violenta lite in cui è stato aggredito a morte il 25enne Aldo Naro.Lo ha deciso il Questore di Palermo Guido Longo, sulla base di alcuni elementi emersi a carico del titolare e dei gestori del locale soprattutto per quel che riguarda il servizio di sicurezza della discoteca.

Le indagini, infatti, hanno rivelato che i gestori del “Goa” avrebbero abitualmente incaricato, come responsabile della sicurezza, una persona non in possesso dei requisiti necessari per l’iscrizione all’albo prefettizio dei buttafuori. Il quale, a sua volta, per gestire il servizio d’ordine del locale si sarebbe servito anche di giovani del quartiere Zen, e persino minorenni: coloro che erano reclutati come buttafuori quella sera, tra l’altro, sarebbero riconducibili a una famiglia mafiosa, proprio come il minorenne accusato del delitto.
C’è un altro locale palermitano per il quale il Questore ha adottato un provvedimento severo: si tratta della discoteca che si trova al piano terra di uno stabile in piazzetta 40 Martiri alla Guilla, in centro storico. La discoteca era finita nei giorni scorsi al centro delle cronache per le denunce di un residente, aggredito e picchiato in più occasioni da un membro dello staff perché si era lamentato della musica a tutto volume in piena notte.
I recenti controlli effettuati negli ultimi giorni nel locale hanno permesso di riscontrare una sfilza di irregolarità: non soltanto la violazione degli orari di apertura e dei limiti orari per la musica a volume alto, ma anche abusi nella conduzione dell’attività e irregolarità relative alle uscite di sicurezza. L’ispezione della polizia, ad esempio, ha permesso di scoprire che le porte adibite a uscita di sicurezza erano bloccate, il che avrebbe impedito – in caso di necessità – la regolare fuga degli avventori. Così è scattata la sospensione della licenza per il gestore, che dovrà rispettare lo stop per 20 giorni.

