Motopesca Ghibli Primo liberato dai libici, ora sta navigando verso Mazara del Vallo

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E’ stato rilasciato il peschereccio italiano “Ghibli Primo” del Distretto pesca di Mazara, fermato domenica 14 in acque internazionali e condotto nel porto libico di Ras al Hilal dai miliziani libici. L’annuncio è stato dato in mattinata dal ministro degli esteri Angelino Alfano che ha scritto “può tornare in mare” ed “i membri dell’equipaggio dalle loro famiglie. Liberi”. Alfano ha poi aggiunto: “Ancora un ottimo risultato”.

Due giorni fa, intorno alle 9,30 del mattino, il moto pesca “Ghibli Primo”, iscritto al compartimento marittimo di Mazara del Vallo, era stato fermato da miliziani libici a circa 25 miglia nord nord-est dalla zona di Bomba, nell’area di Tobruk. Gli armatori Domenico Asaro e Luciano Giacalone, hanno da subito sostenuto che il loro mezzo stesse navigando in acque internazionali antistanti la Libia. A bordo dell’imbarcazione, di proprietà della società mazarese “Lumifa, si trovavano il comandante Faro Licavoli e altri sei membri dell’equipaggio (tre italiani e tre tunisini).

Il presidente del Distretto della pesca e crescita blu, Giovanni Tumbiolo, fin dalle primissime ore del fermo del peschereccio, ha attivato molteplici contatti con le autorità politiche, diplomatiche e militari, sia italiane che libiche, al fine di risolvere l’intrigata vicenda. “Sentiamo il dovere di ringraziare – dichiarano congiuntamente Tumbiolo e gli armatori del motopesca Ghibli Primo – tutte le autorità che con prontezza e professionalità hanno determinato il rilascio dei peschereccio”, sottolineando la “grande amicizia fra il popolo libico e quello siciliano”.

Il motopesca sarebbe stato affiancato da un’imbarcazione con a bordo miliziani libici armati che hanno intimato al comandante Faro Licavoli e agli altri sei membri dell’equipaggio di arrestare l’attività di pesca e di seguirli. Il capo della base navale di Tobruk, Naji Boulawia, aveva annunciato il fermo di due pescherecci, uno italiano e l’altro greco. Secondo il sito web informativo libico “al Wasat”, il fermo sarebbe avvenuto davanti alle coste di Derna dove la Guardia costiera si trovava in pattugliamento. La zona è interdetta alle imbarcazioni su ordine delle forze del generale Khalifa Haftar, comandante dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna), nel timore che possano arrivare imbarcazioni per rifornire di armi le milizie islamiste asserragliate a Derna.

Il pescherecchio in queste ore è in navigazione per tornare nel porto di Mazara del vallo dove ad attenderlo ci sono gli armatori e i familiari dell’equipaggio.