Motopesca di Mazara fermato in Libia, Tumbiolo: “Da Alfano rassicurazioni”

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ll ministro agli Affari esteri Angelino Alfano, attraverso una telefonata al presidente del Distretto della Pesca e Crescita Blu Giovanni Tumbiolo, ha rassicurato gli armatori e le famiglie dei marittimi del motopesca “Ghibli Primo” fermato in Libia domenica. Secondo quanto riferisce lo stesso Tumbiolo, l’esponente del Governo ha confermato ai familiari e agli armatori che i componenti dell’equipaggio stanno bene, ha garantito la massima assistenza e che la situazione potrebbe evolversi rapidamente e positivamente.

Domenica scorsa il motopesca iscritto al Compartimento marittimo di Mazara del Vallo, era stato fermato in acque internazionali antistanti la Libia, intorno alle ore 9,30 a circa 25 miglia nord nord-est dalla zona di Bomba, nell’area di Tobruk. Il natante, di proprietà della società mazarese Lumifa, era stato affiancato da un’imbarcazione con a bordo miliziani libici armati che hanno intimato al comandante Faro Licavoli e agli altri sei membri dell’equipaggio (tre italiani e tre tunisini) di arrestare l’attività di pesca e di seguirli.

“Si tratta di una modalita’ inusuale – ribadisce Tumbiolo – in quanto il peschereccio si trovava nelle acque internazionali antistanti il Protettorato di Tobruk le cui autorita’ prontamente contattate erano all’oscuro dell’episodio.Nonostante la solerzia e l’incessante attività del Comando Generale delle Capitanerie di porto, il motopesca è stato condotto nel porto cirenaico di Ras al Hilal”. Ma ora si sarebbe vicini a una soluzione positiva della vicenda. (AGI)