Movida, il sindaco bacchetta il consiglio e adotta l’ennesima ordinanza

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Regolamentare la vita notturna a Palermo sembra una missione impossibile per l’amministrazione comunale. Di fronte al caos che regna sovrano nelle zone dove più alta è la concentrazione di giovani e di locali, il sindaco Leoluca Orlando ha adottato un’ulteriore ordinanza. la cosa che fa sorridere è che l’ordinanza arriva dopo la pronuncia dei primi di settembre del Tar che aveva bacchettato il Comune proprio per le troppe ordinanze sul tema.

Il provvedimento del primo cittadino, comunque, sarà in vigore fino al 31 ottobre “salvo che il consiglio comunale non provveda nel frattempo ad approvare il regolamento” e fermi restando i poteri extra ordinem del sindaco che ribadisce di avere “ferma intensione a ricorrervi qualora fosse necessario attivarli per il perseguimento dell’interesse pubblico”. Il punto è infatti “fronteggiare gli abusi perpetrati in vaste zone della città nell’ambito del pur legittimo esercizio delle attività di svago e della somministrazione di alimenti e bevande” e, nello stesso tempo, far fronte “alla persistente inerzia” del consiglio comunale nell’adozione del regolamento per la movida proposto dalla giunta.

Una mancanza, quella di Palazzo delle Aquile,  che Orlando non esita a sottolineare. “E’ un ritardo – scrive – che rischia di determinare un inaccettabile arretramento nel contrasto a tutte quelle forme di illegalità che le forze di polizia continuano a registrare in vaste zone della città e che richiedono l’adozione di un efficace strumento”.

Per quanto riguarda il contenuto dell’ordinanza, questa ricalca la precedente, con il divieto di vendere bevande da asporto in vetro o in lattina dalla mezzanotte in poi; lo stop alla musica all’esterno dopo la mezzanotte, con l’eccezione fino all’una di notte nei giorni di venerdì, sabato e prefestivi; e l’obbligo per gli esercenti di assicurare la pulizia e di rendere inutilizzabili sedie e tavoli all’esterno dopo l’orario di chiusura. Più aspre le sanzioni: oltre alla multa fino a 500 euro, la chiusura del locale scatta sin dalla prima violazione per sette giorni e nel caso di recidiva lo stop diventa di 14 giorni. Non si capisce però, chi dovrà far rispettare le prescrizioni del sindaco, vista la totale assenza di agenti della polizia municipale nei luoghi più “caldi” e nelle serate più affollate.