Movimento 5 Stelle: consulenti della Procura confermano le “firme erano false”

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Una immagine del servizio de Le Iene di domenica 9 ottobre su M5S

Movimento 5 Stelle: i consulenti della Procura confermano le “firme erano false”. Duecento firme false su duecento scelte a caso su 1.400 dalla Procura di Palermo per eseguire la perizia grafica nell’ambito dell’inchiesta sul Movimento 5 Stelle sulle amministrative di Palermo del 2012.

E’ quanto emerge dalla relazione dei periti consegnata oggi dai consulenti della Procura al Procuratore aggiunto di Palermo Dino Petralia che coordina l’inchiesta con la pm Claudia Ferrari. I magistrati, come si apprende, avevano scelto circa duecento firme a campione tra le oltre 1.400 al centro dell’inchiesta che vede coinvolti tre deputati nazionali e due deputati regionali del Movimento 5 Stelle e altre otto persone. In termine tecnico sono “apocrife”, come scrivono i periti nella relazione, cioè false, le firme depositate dal Movimento 5 stelle per la presentazione della lista alle elezioni comunali di Palermo del 2012. Poi la lista non aveva raggiunto il quorum e non era stato eletto nessun consigliere comunale.

Gli indagati sono, tra gli altri, Riccardo Nuti, Claudia Mannino e Giulia Di Vita, deputati nazionali, tutti sospesi dal M5S perché si erano avvalsi della facoltà di non rispondere davanti ai pm e si erano rifiutati di collaborare con i magistrati, facendo la perizia grafica. Sotto inchiesta anche i deputati regionali Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, che si sono autosospesi, senza aspettare la decisione dei probiviri del Movimento 5 Stelle.

I due hanno collaborato, fin dall’inizio, con i magistrati raccontando quanto era accaduto in quella notte di aprile del 2012 nella sede del M5S. Secondo l’accusa le firme false sarebbero state apposte proprio da alcuni degli indagati perché per un errore nella compilazione dei moduli era stato deciso di ricopiare tutte le firme raccolte. Sono complessivamente tredici gli indagati nell’inchiesta sulle firme false, tra deputati, attivisti e un cancelliere del Tribunale di Palermo.

Dal momento che i deputati nazionale Nuti, Mannino e Di Vita, e altri attivisti indagati, si erano rifiutati di eseguire il saggio grafico chiesto dai magistrati, i pm della Procura di Palermo sono stati costretti a cercare altri documenti da cui prendere le firme degli indagati.

Ecco perché il procuratore aggiunto Dino Petralia e il pm Claudia Ferrari hanno acquisito i moduli universitari degli indagati e le dichiarazioni che vanno allegate alla candidatura presentata negli uffici del Comune di Palermo. Su 1.400 firme al centro dell’inchiesta ne sono state scelte duecento a campione e sono risultate tutte false.

Ecco i nomi dei tredici indagati: i deputati nazionale M5S Riccardo Nuti, Claudia Mannino, e Giulia Di Vita, i deputati regionali Claudia La Rocca e Giorgio Ciaccio, gli attivisti Samantha Busalacchi, Pietro Salvino e Riccardo Ricciardi, Stefano Paradiso e Giuseppe Ippolito, gli ex esponenti del M5S Francesco Menallo e Alice Pantaleone, e il cancelliere del Tribunale Giovanni Scarpello. Non si sa al momento chi ha ricopiato le firme tra i tredici indagati, per un errore formale in un modulo. A questo punto, l’inchiesta si avvia verso la chiusura. Già nei prossimi giorni il procuratore capo Franco Lo Voi firmerà la chiusura delle indagini. (AdnKronos)