Movimento 5 Stelle: ritira la candidatura a sindaco Caparotta, grillini a pezzi

0
23

Movimento 5 Stelle: il terzo candidato a sindaco, l’ingegnere Giancarlo Caparotta, che aveva partecipato lunedì corso alle “graticole” ai Cantieri Culturali alla Zisa, ha dato forfait annunciando il suo ritiro su Facebook e spiegando che si candiderà nella lista dei consiglieri comunali.

E’ evidente ormai, e noto a tutti, che la storia delle firme false a Palermo ha fatto scatenare una faida interna tra i “vecchi”, i cosiddetti “monaci” legati al deputato nazionale Riccardo Nuti e i molti che si erano allontanati a cui si sono aggiunti molti volti nuovi.

Sono partiti in 5 i candidati del Movimento 5 Stelle alla carica di sindaco e ora si sono ridotti a due, l’avvocato Ugo Forello e l’ispettore di Polizia Igor Gelarda. E anche la lista per il rinnovo del Consiglio comunale si è ridotta a 30 componenti, considerato che la prossima assemblea di Sala delle Lapidi sarà formata da 40 consiglieri.

E l’emorragia, a detta di alcuni attivisti, non si sarebbe fermata. C’e’ chi comincia a sospettare un piano per boicottare la partecipazione del Movimento alle comunali della prossima primavera. Tra lo staff e alcuni portavoce che seguono l’evoluzione della vicenda s’è aperto un filo diretto e costante per evitare il peggio. Tre dei cinque candidati a sindaco hanno abbandonato la corsa a pochi giorni dal voto online, col quale gli iscritti al blog dovranno scegliere il nome da lanciare verso la poltrona di Palazzo delle Aquile.

La prima a dare forfait è stata Tiziana Di Pasquale, ingegnere, poco prima delle “graticole” dei Cantieri, dove al confronto pubblico erano presenti appena 200 persone. Costretta a smentire più volte chi la considera vicina al gruppo dei “monaci” di Nuti, che, particolare da non sottovalutare, ha disertato in massa l’appuntamento, Di Pasquale in un post ha criticato il clima all’interno del Movimento 5 Stelle, rinunciando pure alla candidatura come consigliere. Passo indietro compiuto pure dall’altra candidata donna, Giulia Argiroffi che rimane nella lista degli aspiranti consiglieri.

Ma la lista continua a perdere pezzi. Con un post su Facebook, Ivana Cimò ha ritirato la sua candidatura, un bel guaio per il Movimento 5 Stelle: infatti, la legge elettorale impone la doppia preferenza di genere, per cui l’esiguo numero di donne in corsa fa abbassare la soglia dei candidabili. Si è tirato fuori anche Alberto Munda. Così la lista scende a quota 30, rispetto ai 40 nomi che ogni partito può indicare.

Per scongiurare il tracollo avanza l’ipotesi tra le “colombe” di una richiesta di deroga a Grillo per rimpiazzare in lista chi ha scelto di tirarsi fuori. Ma la cosa resta ancora da valutare. Dopo lo scandalo delle firme false su cui la Procura si appresta a chiudere l’inchiesta, si è rotto il giocattolo Movimento 5 Stelle a Palermo. Spaccato, ridotto a pezzi dalle faide interne.

Nel meet-up storico, “il Grillo di Palermo”, rimangono saldi i “monaci” mentre alcuni attivisti hanno optato per “Palermo in movimento”, il nuovo meet-up costituito da Adriano Varrica, grillino della prima ora, molto vicino ai deputati regionali, in particolare a Claudia La Rocca che, assieme al collega Giorgio Ciaccio, ha scelto di collaborare con i pm; a differenza dei deputati nazionali indagati – Riccardo Nuti, Giulia Di Vita e Claudia Mannino – che non hanno risposto ai pm e che sono stati sospesi dai probiviri del Movimento 5 Stelle, La Rocca e Ciaccio si sono auto-sospesi.