Il Movimento Cinquestelle presenta la mozione di sfiducia all’Ars, Musumeci pronto e firmarla

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Il Movimento Cinquestelle presenta la mozione di sfiducia all’Ars e Musumeci si dice pronto e firmarla. Nelle sabbie mobili della crisi politica all’interno della sua maggioranza, Rosario Crocetta incassa la terza mozione proposta dai grillini. Una iniziativa che si inserisce nel solco delle varie azioni in corso sul fronte dell’opposizione, compresa quella delle dimissioni in massa.

Ipotesi, quest’ultima, avanzata dal presidente della commissione Antimafia Nello Musumeci. “Non mi è ancora chiaro quante delle 18 firme necessarie per presentare la mozione abbiano i 14 colleghi del M5S. Io sono pronto a firmarla e votarla. Ma, se non dovesse passare, loro sono pronti a consegnare con chi ci sta le dimissioni a un notaio? Facciamolo insieme. Anche dopo aver sfidato la maggioranza con il voto sulla mozione di sfiducia” – aveva proposto Musumeci.

“Non ci tiriamo indietro di fronte alle dimissioni, occorre trovare le firme e procedere, ma sono atti che lasciano il tempo che trovano – ha affermato il capogruppo del M5S Giorgio Ciaccio, che ha presentato all’Ars la mozione di sfiducia – . Per noi comunque – ha precisato  – va bene qualunque gesto, qualunque azione che sia concreta per raggiungere l’obietivo comune di far chiudere la legislatura prima possibile. Siamo disponibili a qualsiasi cosa, con qualsiasi mezzo. Non penso che qualcuno possa accusarci di essere attaccati alle poltrone, lo abbiamo dimostrato e siamo qui per questo”.

E dal fronte pentastellato non sono mancate bordate contro il partito Democratico. “Il Pd che dovrebbe governare come primo partito non riesce neppure a eleggere il proprio capogruppo all’Ars. E che fa? Propone Luca Sammartino, eletto nell’Udc, poi passato ad Articolo 4. Una scelta scandalosa e ridicola” – ha sentenziato Giancarlo Cancelleri. Poi l’affondo al premier e al suo uomo in Sicilia Davide Faraone: “Dire che il governo Renzi non da’ i fondi alla Sicilia fino a quando non si fa l’accordo sulla giunta Crocetta è proprio da irresponsabili. Quello che dice Faraone è grave, soprattutto per il suo ruolo di sottosegretario – ha proseguito riferendosi alla trattativa tra il governo Renzi e la Regione sul disavanzo di 1,4 miliardi di euro e alle fibrillazioni interne alla maggioranza sulla formazione del quarto governo Crocetta, in tre anni di legislatura -. Faraone non può insegnare niente a nessuno viste anche le dicerie su di lui quando si candidò, fallendo, a sindaco di Palermo“.