Musumeci in Aula: “Riconsegneremo ai siciliani una Regione normale”

Dichiarazioni programmatiche nel pomeriggio a sala d'Ercole per il governatore che si è soffermato su una serie di questioni: ruolo di Irfis e Crias, risorse europee, soppressione dell'Esa, forestali, abusivismo edilizio, sanità, ex Province

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guerra tra udc e fdi

“Don Luigi Sturzo diceva che un programma politico non si inventa, si vive giorno dopo giorno. Per noi il programma è una guida in continuo aggiornamento, un progetto dinamico, non un elenco di cose da fare o non fare, uno strumento che indica le linee lungo le quali scegliere di volta in volta gli strumenti da adottare e le cose da fare per affrontare i problemi. L’obiettivo finale è quello di riconsegnare ai siciliani una regione normale, restituire dignità e fiducia ai cittadini, facendo lievitare una fiera consapevolezza che diventi argine contro la rassegnazione e la disperazione”. Il Presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ha iniziato con queste parole le dichiarazioni programmatiche all’Assemblea regionale siciliana.

“La Sicilia è un’isola ancora prigioniera di antichi pregiudizi ed esaltata da certo giornalismo spazzatura, prodotto da operatori pagati. Noi siamo consapevoli delle connivenze e opacità recenti e remote che pesano sulla Sicilia, ma una cosa è lo stimolo altra cosa è l’accanimento, solo per il gusto di fare audience, ascolto”, ha denunciato il governatore Musumeci in aula all’Ars.

“Puntiamo a un deciso contrasto alla mafia in ogni forma e sotto qualsiasi forma si presenti”, ha detto il presidente Musumeci, “i mafiosi prima di cercare morti cercano alleati nella società civile e nelle istituzioni. Bisogna, quindi, lavorare da un lato per creare maggiore coscienza civile e dall’altro affinché le istituzioni siano resistenti a ogni sorta di sollecitazione. Piersanti Mattarella – ha aggiunto – diceva che bisognava intervenire per eliminare quanti a livello pubblico l’hanno fatto proliferare. E che va combattuta nella società siciliana a diversi livelli, nella classe dirigente, economica e finanziaria”, ha aggiunto Musumeci. Che poi ha spiegato che “la commissione Antimafia ha ancora molto da fare, pur nei limiti che ha. Il codice etico licenziato dalla prima commissione e iscritto all’ordine del giorno dell’Aula due anni fa, non è stato ancora mai discusso”.

In aula Musumeci ha ricordato il sacrificio di “Giovanni Bonsignore e Filippo Basile, due dipendenti della Regione uccisi da mani mafiose perché non vollero venire meno ai loro doveri”.

“Collaborazione leale con lo Stato, senza sciocco rivendicazionismo e senza irresponsabile atteggiamento remissivo. in una cornice di responsabilità, non di privilegi, ma ponendo l’accento sulla condizione di degrado socio-economico dell’Isola”, ha affermato il presidente Nello Musumeci. “Siamo consapevoli di dover provare a portare a compimento la revisione dello Statuto, l’augurio è che questo Parlamento possa portare a termine il lavoro iniziato sotto la presidenza del compianto Vincenzino Leanza, riproposto ad ogni legislatura, ma mai portato a termine”, ha proseguito.

“La presenza della Regione è stata assai rara e poco incisiva. Vogliamo provare a sanare i problemi del passato sul fronte dei precari, non siamo gli unici attori, ma la nostra parte vogliamo farla per intero. Le ex province devono essere potenziate”, ha sottolineato Musumeci. “La Regione deve essere arbitro non giocatore – ha detto Musumeci in Aula – deve intervenire solo quando lo impongono situazioni di particolare necessità: i giocatori sul territorio devono essere le province, gli enti locali, i privati organizzati. Alle province devono essere date più competenze, altro che smantellarle. E difendiamo l’elezione diretta dei vertici. Questa è una conquista della democrazia”.

“Il mio Governo lavorerà per ridurre la dipendenza della Sicilia dalle imprese del Nord, soprattutto per agroalimentare e sfruttamento delle nostre risorse. L’Isola è diventata un mercato di consumatori di prodotti non locali. Invece – e non è sciocco protezionismo – vogliamo lavorare per incoraggiare il made in Sicily”, ha spiegato Musumeci.

Bisogna “ripensare alla sorte dell’Irfis venuta meno alla propria funzione istituzionale, ma anche alla sorte dell’Ircac e della Crias e ipotizzare, perché no, una sola struttura per il credito alle piccole e medie imprese”, ha osservato Musumeci.

“Bisogna dire ai nostri giovani di non demonizzare il lavoro manuale. Un giovane che aspira a conseguire una laurea va sostenuto. Ma chi a sedici o diciotto anni non vuole proseguire negli studi e imparare un mestiere deve essere sostenuto dalle istituzioni. La tuta di un meccanico ha la stessa dignità del camice bianco di un primario. In Sicilia il lavoro manuale è stato demonizzato mentre il mercato del lavoro cerca, insieme con ingegneri e laureati, vetrai carpentieri e fabbri”, ha affermato Nello Musumeci.

“Il tasso delle somme impegnate sulle risorse europee disponibili nel periodo 2014-2020 è di appena l’1%”, ha detto Musumeci riferendosi agli impegni di spesa del Po-Fesr 2014-2020. “Muoriamo di sete – ha aggiunto – mentre davanti a noi scorre un copioso fiume di acqua potabile. Serve con urgenza riqualificare il parco progetti e partecipare ai bandi. Non solo dare ossigeno alle imprese, ma esportare nel mondo un marchio tradizionalmente apprezzato. Serve pertanto fare ricorso in maniera tempestiva ai fondi comunitari, questo è il tasto dolente”.

“I consorzi di bonifica – ha detto Musumeci – risultano enormemente appesantiti, non hanno più nulla da bonificare, bisogna sopprimerli, senza sacrificare i dipendenti, con una politica di crescita che coinvolga gli imprenditori”. L’Ente di sviluppo agricolo “va soppresso, è superato dai tempi, la struttura passerà al dipartimento Agricoltura. Sui forestali, occorre un confronto serio con il governo nazionale, per concordare altra destinazione piuttosto che l’indignitoso status di lavoratore stagionale, va garantita una continuità di lavoro. Si tratta di personale che ha acquisito competenze e che può essere destinato ad altre attività, ad esempio alle pulizie dei laghi o delle spiagge”.

In tema di abusivismo edilizio, “sarebbe da sprovveduti generalizzare e pensare di abbattere tutte le case abusive. Bisogna valutare caso per caso, senza legittimare un abusivismo di serie a e uno di serie b”, ha detto Musumeci il quale ha sottolineato che non si può legittimare “un abusivismo di necessità”, perché “esiste l’abusivismo e basta. La lotta all’abusivismo non è uno slogan da campagna elettorale. Le coste e il territorio vanno preservate dall’invadenza del mancato rispetto dell’uomo”.

Pur dando atto all’ex assessore alla Salute del “buon lavoro” fatto, il presidente della Regione siciliana, Nello Muscumeci ha annunciato che “si provvederà in questi mesi alla parziale revisione della rete ospedaliera” in Sicilia.

Infine, la situazione della governabilità e degli assetti all’Interno dell’Aula. “Il governo non cerca in questa Assemblea supporti numerici clandestini, confidiamo di trovare nelle opposizioni convergenze programmatiche alla luce del sole”, ha spiegato Nello Musumeci, rivolgendosi ai deputati dell’Assemblea regionale. “Siamo consapevoli dei limitati numeri che il Governo ha in aula, a causa di una legge elettorale che va cambiata, anche presto, per superare vistose distorsioni e l’assenza di un premio maggioranza che assicuri governabilità. In Sicilia – ha concluso Musumeci – c’è un presidente eletto dal popolo ma la legge non consente a questo presidente di governare”. (in collaborazione con Italpress)