Musumeci: “La fase 2 presentata da Conte è contraddittoria in molte parti”

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Per Nello Musumeci “il provvedimento del presidente Conte si offre a mille interpretazioni ed ovvie critiche”. Il governatore siciliano ha affidato ad una intervista concessa all’agenzia di stampa Adnkronos le sue considerazioni sul Dpcm illustrato ieri sera dal premier.

Una contraddizione fra tutte, dice Musumeci: “Si può andare ad un funerali fino a quindici persone, giusto. Perché però non si può andare al cimitero a portatore un fiore sulla tomba di un proprio caro defunti? Un’altra contraddizione quella dei ristoratori. Io posso andare al ristorante ma mi fermo davanti la porta a chiedere la porzione di pasta al forno o il pollo allo spiedo e faccio la fila insieme a venti, trenta persone. Sarebbe più logico consentire l’accesso attraverso degli scaglionamenti durante la giornata”.

Il tema è caro al settore della ristorazione. “Sarebbe più logico – aggiunge- mettere anche dei tavoli distanziati per chi vuol mangiare all’interno del ristorante con le necessarie cautele”.

“Come Regioni – specifica il governatore- noi non possiamo intervenire, così come non possiamo intervenire per i settori dei barbieri, parrucchieri e degli estetisti. Sono misure nazionali. Le regole – evidenzia Musumeci- dicono che la cornice generale la dà Roma. All’interno della cornice, ogni regione può muoversi con scelte diverse ma in senso restrittivo e non in senso di apertura rispetto alle norme nazionali”.

“In questi momenti  bisogna essere onesti, diventa difficile trovare il punto di equilibrio fra la scuola di pensiero che vorrebbe la prudenza massima e quella che vorrebbe l’apertura massima. La partita non è stata ancora vinta” – ammette.

Il presidente della Regione conferma che “i numeri ci danno ragione: la linea della fermezza e del rigore che ho voluto imporre sin dal primo momento è stata per fortuna vincente grazie anche alla responsabilità di tutta la comunità siciliana, alla prontezza del sistema sanitario, ad una programmazione sana e concreta sugli ospedali. Abbiamo lavorato come meglio non si poteva. Abbiamo blindato la Sicilia impedendo che il 94 per cento dei normali accessi potesse avvenire in Sicilia. E voglio – conclude- che sia così almeno per un altro mese”.