Musumeci ribadisce che il piano rifiuti arriverà entro dicembre e Cocina accusa i sindaci

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“Sarebbe bastato semplicemente leggere il titolo della delibera adottata dalla giunta regionale il 6 aprile, “Gestione del ciclo integrato dei rifiuti-piano stralcio-approvazione”, per capire quale fosse il contenuto. Oppure andare a rileggere il resoconto stenografico del mio intervento in aula all’Ars, lo scorso 23 gennaio, in occasione della discussione di alcune mozioni sui rifiuti. Entrambi gli atti sono scritti in accettabile italiano e, quindi, di facile comprensione per tutti. Tranne che non si voglia fare solamente demagogia per conquistare qualche titolo sui giornali”.

Lo dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci “Fin dall’insediamento, questo governo è stato chiarissimo sul crono-programma: il piano dei rifiuti entro dicembre 2018 – aggiunge -. Frattanto, insieme all’assessore Alberto Pierobon e al consulente, Aurelio Angelini, abbiamo preannunciato e poi predisposto un “piano stralcio”, con l’obiettivo di individuare gli interventi più urgenti e anche per sostenere la raccolta differenziata attraverso l’impiantistica minima, necessaria e sufficiente in questa di fase di transizione. Questa è la realtà. Tutto il resto solo polemiche inutili e pretestuose”.

“Il progetto di Legambiente è molto importante e strategico affinché in Sicilia si possa compiere quella rivoluzione, non solo culturale ma anche amministrativa, per poterci liberare dalla “munnizza”. Ne siamo assediati perché molti sindaci ed amministratori si ostinano a non fare la raccolta porta a porta e a pensare, così come a Catania e a Palermo, che le città siano irredimibili, che non si possa fare la differenziata e che vada fatta fatta nei cassonetti, che invece raccolgono di tutto”. Lo ha affermato, rispondendo alle domande dei giornalisti a Catania, a margine della presentazione del progetto “Munnizza free” di Legambiente, il direttore generale del Dipartimento Acqua e Rifiutidella Regione Siciliana Salvo Cocina, che ha aggiunto: “Per fare la differenziata bisogna operare correntemente: occorre cambiare le modalità di raccolta, fare il porta a porta. Non esistono altri sistemi. Questa è la grande rivoluzione. Si deve fare e la deve fare l’amministrazione comunale. La seconda operazione è culturale: una volta che il cittadino ha a disposizione la possibilità di conferire in modo separato, deve farlo bene”.

“E’ un progetto questo di Legambiente – ha concluso Cocina – che ritengo debba essere portato avanti con determinazione nella grandi città. Non è più ammissibile che Palermo, Catania, Siracusa e Messina, che sommano 1/3 dei rifiuti siciliani, raggiungano livelli di differenziata così bassi, il 10 %, affossando la media regionale che è del 35 per cento. Un progetto come questo rappresenta a nostro avviso un’azione parallela ed importante che possono fare le associazioni di volontariato, quelle ambientaliste come Legambiente, lavorando in sinergia con l’amministrazione regionale che mi pare abbia dato gia’ un segnale di un forte cambiamento di passo”.