Musumeci supera la prova dell’Ars e va avanti, tensioni in Forza Italia

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Nello Musumeci supera la prova di Sala d’Ercole dopo le polemiche da lui stesso innescate nella maggioranza per il voto dei grandi elettori per il Quirinale. Il presidente della Regione nel suo intervento porge un ramoscello d’ulivo ai partiti del centrodestra più critici, riconosce i propri errori e serra le fila della maggioranza.

La sintesi estrema del pomeriggio a Palazzo dei Normanni è questa. Musumeci ha parlato ai deputati dell’Assemblea nel corso delle comunicazioni che erano state chieste a gran voce dell’opposizione. “Avrei voluto in questi quattro anni fare quello che hanno fatto i miei predecessori, parlare con i deputati. Riconosco che è uno dei più grandi errori – ha ammesso il governatore -. Nella mia visione assurda non era giusto che il presidente dialogasse direttamente con i deputati, ma che il filtro passasse attraverso i partiti e gli assessori. Ne ho pagato le conseguenze” Poi, nella replica finale, il coup de theatre : “Gli argomenti legati alla candidatura prescindono da questo dibattito” – ha affondato disinnescando le tensioni e le polemiche sul Musumeci-bis.

Nonostante l’ormai nota ostilità del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè nei confronti dell’inquilino di Palazzo Orleans, nelle file forziste monta la fronda. Alcuni deputati e assessori berlusconiani hanno affidato ad un comunicato la loro posizione più temperata nei riguardi di Musumeci. La nota, a firma di Riccardo Gallo, vicecoordinatore regionale, Riccardo Savona, Margherita La Rocca Ruvolo, Alfio Papale, Stefano Pellegrino e gli assessori regionali Gaetano Armao, Marco Falcone e Marco Zambuto esprime “l’esigenza di porre un deciso freno alle polemiche delle ultime settimane”. Nel comunicato si parla anche di anteporre “le ragioni del bene comune ai personalismi e ai risentimenti”. Una posizione che sembra abbia mandato su tutte le furie Miccichè che oggi convoca un summit dei parlamentari forzisti incassando qualche forfait di peso.

La maggioranza si è ricompatta al centro con l’Udc che, tramite Eleonora Lo Curto, ha riconosciuto “il garbo istituzionale del presidente Musumeci nell’affrontare il dibattito sulla situazione politica. Era essenziale questo atteggiamento dopo le espressioni fuori dalle righe che avevano caratterizzato le sue dichiarazioni a margine della votazione sui delegati regionali per l’elezione del presidente della Repubblica”.

Ovviamente critica l’opposizione con Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd ed Anthony Barbagallo. “Ci aspettavamo le sue dimissioni, quantomeno le sue scuse, non sono arrivate le une e nemmeno le altre”, ha detto il capogruppo del M5S Nuccio Di Paola.  Per Claudio Fava “Musumeci è come il Conte zio dei Promessi Sposi: sopire troncare, troncare sopire. Perfino di fronte ad una mozione di censura di Forza Italia nei confronti di D’Urso, l’uomo di fiducia del presidente per la spesa Covid, Musumeci dice che la crisi ce la siamo inventata noi”.