Naufragio nel Mediterraneo, giunti a Trapani 38 superstiti e 4 vittime

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TO GO WITH AFP STORY BY FANNY CARRIER (FILES) This file photo taken on May 24, 2016 shows rescuers taking care of a child during a rescue operation at sea of migrants and refugees with the Aquarius, a former North Atlantic fisheries protection ship now used by humanitarians SOS Mediterranee and Medecins Sans Frontieres (Doctors without Borders) in the Mediterranean sea in front of the Libyan coast. Two years ago, a small, privately-run ship set out to lend a hand to military operations rescuing boat migrants off Libya. Today, there are a dozen such aid ships engaged in over 20 percent of life-saving missions. The first step was made by Christopher and Regina Catrambone, a wealthy Italian-American couple based in Malta aghast at the shipwreck off the island of Lampedusa in October 2013 which left over 365 people dead. / AFP PHOTO / GABRIEL BOUYS

E’ giunta la notte scorsa a Trapani la nave “Siem Pilot” con a bordo i 38 naufraghi e le 4 vittime recuperate nel Canale di Sicilia dopo l’ennesimo naufragio di un barcone carico di migranti. Secondo quanto riferito dai superstiti ai soccorritori, sarebbero almeno 180 i compagni di viaggio morti in mare. A raccogliere le testimonianze dei migranti c’era anche Carlotta Sami, portavoce dell’Unhcr.

Il naufragio è avvenuto il 14 gennaio scorso a 30 miglia dalle coste libiche. I migranti sarebbero stati stipati a bordo di un barcone a due piani, entrata in avaria e rovesciatasi a causa del mare mosso. Alcuni superstiti sono stati portati d’urgenza a Palermo e ricoverati con sintomi di ipotermia. Il barcone sarebbe partito dalla Libia venerdì e dopo poche ore di navigazione è entrato in avaria restando in balia delle onde. Recuperati da una nave francese impegnata nel dispositivo europeo “Triton”, i migranti sono stati poi trasbordati sulla nave norvegese “Siem Pilot”. Secondo i dati forniti dalla Unhcr, sono oltre 2.300 i migranti giunti Italia quest’anno. Nel 2016 si sono registrati oltre 181.000 arrivi, mentre l’Agenzia Onu per i rifugiati ha recensito più di 5.000 morti o dispersi nel mar Mediterraneo.