Nave Aquarius, il traffico di rifiuti ha triplicato gli affari degli indagati

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La presenza di numerose navi come la Aquarius, coinvolte nel soccorso ai migranti si era trasformato in un business importante. “Otto euro a sacco”, si trattava di un un tariffa concorrenziale per “lo smaltimento illecito di tutti i rifiuti fondato sul trattamento indifferenziato di quelli sanitari pericolosi con quelli comuni solidi urbani”, per un sistema – scrive il Gip di Catania Carlo Cannella, nel decreto di sequestro della nave Aquarius che – era precedente al periodo di indagine” e “durava da almeno tre anni”.

Il giudice per le indagini preliminari sottolinea che “la rilevante presenza di numerose navi private coinvolte nell’attività di soccorso in mare, indirizzate per lo sbarco dei migranti presso porti italiani, in particolare della Sicilia”, si sia tradotta “in uno proporzionale aumento del giro d’affari dell’agenzia marittima di Francesco Gianino, titolare della ‘Mediterranean shipping agency’ di Augusta e del suo subagente nel porto di Catania, Giovanni Ivan Romeo”, entrambi indagati dalla Procura distrettuale etnea.

Le indagini, osserva il Gip, hanno dimostrato come Gianino fosse in grado di offrire tariffe competitive per lo smaltimento dei rifiuti prodotti a bordo, “tali da consentire alle Ong di diminuire consistentemente i costi di gestione delle navi”.

In un’intercettazione del 14 luglio 2017 tra Gianino e Laura Ferrandino, addetta all’amministrazione dei conti di nave Vos Prudence, l’addetto all’agenzia marittima, scrive il Gip, “esternava l’intento fraudolento”: “non parliamo di sewage (liquame, ndr), perché se dichiariamo che avete tot metri cubi ci fanno fare anche il sewage, che tra garbage (spazzatura, ndr) e sewage ci vogliono 90.000 euro”.

I costi fatti pagare dalla ditta di Gianino di 8 euro a sacco, sono “sicuramente concorrenziali”, e gli “hanno consentito di aggiudicarsi i servizi delle Ong impegnate nel Mediterraneo” aumentando “esponenzialmente il proprio volume d’affari, passato da 45.404 euro nel 2015, a 72.325 euro nel 2015 e a 139.153 nel 2016”. Praticamente triplicando le entrate.