Nessuna giustizia per Natalia morta a 13 anni per aver toccato un palo della luce

La ragazzina restò folgorata una sera di 11 anni fa a Montemaggiore Belsito. Due processi non hanno accertato alcuna responsabilità. La disgrazia avvenne nell'agosto 2008 mentre la ragazzina passeggiava lungo il corso Re Galantuomo. La mamma e la sorella, che si erano costituite parte civile, sono state condannate al pagamento delle spese legali

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Le lungaggini della giustizia e la legge non hanno concesso giustizia alla piccola Natalia Scorsone, la tredicenne morta folgorata una sera di 11 anni fa, per aver toccato un palo dell’illuminazione pubblica a Montemaggiore Belsito. Due processi non hanno accertato alcuna responsabilità. La disgrazia avvenne nell’agosto 2008 mentre la ragazzina passeggiava lungo il corso Re Galantuomo.

La seconda sezione penale della Corte d’appello di Palermo, presieduta da Salvatore Barresi, ha infatti confermato la sentenza del Tribunale di Termini Imerese del febbraio 2018, assolvendo gli ingegneri dell’Enel Carmelo Catalano e Paolo Gullo, mentre la prescrizione è stata sancita per l’ex sindaco del paese Stefano Castiglia, per Angela Gullo, dirigente dell’ufficio tecnico comunale e per Felice Arena, mentre un altro tecnico del municipio era stato assolto in precedenza con formula piena.

Beffardamente Benedetta Geraci e Giovanna Scorsone, madre e sorella della giovane vittima, che si erano costituite parte civile, sono state condannate al pagamento delle spese legali. Come ha spiegato l’avvocato Massimo Motisi che ha assistito Carmelo Catalano e Paolo Gullo: “Da parte dell’Enel non vi è stata alcuna colpa, poiché la gestione dell’impianto che ha causato l’incidente era stato costruito dal Comune, gestito solo per alcuni anni dall’Enel e poi, nel 1991, l’amministrazione di Montemaggiore lo aveva affidato per la manutenzione alla ditta Smapp”.

Il legale ha anche chiarito che in sede processuale è stato molto difficile risalire all’ente che ha realizzato l’impianto e dunque anche il palo maledetto che con la dispersione di corrente elettrica ha ucciso Natalia. Motisi ha pure illustrato che: “Come hanno accertato i consulenti tecnici, ascoltati nel corso delle varie udienze, l’incidente è stato determinato dalla mancata manutenzione”.

L’avvocato ha anche precisato che, in primo grado, si sono succeduti ben quattro magistrati e quindi, di volta in volta il processo è ripartito da zero. Nonostante le sentenze però, una ragazzina è morta semplicemente toccando un palo per la strada, per colpa di qualcuno che non ha vigilato, ma nessuno pagherà per questa giovane vita spezzata.