Nicola De Felice: la direttiva Salvini conduce ad un nuovo sistema di difesa e sicurezza

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nicola de felice

L’ammiraglio Nicola De Felice, già comandante di Marisicilia, affronta per ilsitodisicilia.it gli aspetti della “direttiva Salvini” non soltanto in relazione alle polemiche suscitate, ma anche come spunto per un nuovo approccio al tema della difesa e della sicurezza nazionale.

Il quadro delle responsabilità dei diversi dicasteri mantiene la tradizionale separazione fra i compiti relativi alla salvaguardia della sicurezza interna allo Stato e quelli relativi alla sicurezza militare. Nondimeno, si è ormai saldamente affermato il principio di una stretta contiguità fra le sfere della sicurezza interna ed esterna, talvolta addirittura sovrapposte, non potendosi discernere chiaramente né l’origine della minaccia o dell’azione ostile né l’obiettivo di queste.

Una strategia di sicurezza militare non può quindi prescindere dal considerare l’evoluzione in atto nella dimensione della sicurezza interna che tenga conto delle peculiarità e delle convergenze tra le succitate dimensioni. Occorre non sottovalutare l’esigenza di far fronte ad altri fattori di rischio, senza tuttavia ignorare la minaccia di un attacco convenzionale.

Fattori come l’immigrazione clandestina, il riscaldamento climatico, la sicurezza cibernetica, la carenza di risorse energetiche ed idriche possono costituire una minaccia. Occorre ampliare il concetto di sicurezza globale – intesa non solo militare, ma anche politica, economica, sociale ed ambientale – non riferibile esclusivamente alla sicurezza delle entità statuali, ma comprendente anche quella dei singoli individui e dei loro diritti inalienabili.

Occorre rivedere i vincoli e le responsabilità imposte dalla governance del sistema internazionale, andato affermandosi di pari passo con l’erosione della sovranità dello Stato.

Si deve identificare un unico macro sistema di sicurezza e difesa, basato su un impianto che deve contemplare un complesso di strategie tendenti ad assicurare, sul piano interno, la realizzazione di un efficace sistema di protezione integrata che garantisca la difesa e tutela della sovranità e degli interessi nazionali contro ogni forma di attacco o minaccia portata sul territorio ed i domini a questo associati, sia intenzionalmente sia accidentalmente.

Sul piano esterno, la salvaguardia degli interessi nazionali ovunque se ne presenti la necessità, anche – ma non esclusivamente – attraverso il concorso alla stabilità ed alla sicurezza internazionale nonché il rafforzamento delle capacità politiche e militari nazionali all’interno della NATO, UE ed ONU, sul piano delle relazioni internazionali, la creazioni di condizioni favorevoli per estendere le capacità di influenza nazionale verso altri Stati, in particolare nella cooperazione militare e commerciale.

Nicola De Felice – ammiraglio di divisione (aus)