Nicola De Felice: “Mobilità e flessibilità nel futuro dell’Esercito italiano”

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L’ammiraglio di Divisione in ausiliaria Nicola De Felice, già comandante di Marisicilia, illustra la sua idea di riorganizzazione delle Forze Armate alla luce dei mutamenti degli scenari internazionali. Questa settimana analizziamo insieme come potrebbe essere l’Esercito del futuro.

Sulla base del livello di responsabilità che l’autorità politica si impegna ad assumere per la tutela degli interessi nazionali, a nostro avviso le forze terrestri devono assicurare sul territorio nazionale una presenza qualificata nell’attività di concorso alla sicurezza e all’ordine pubblico, ma in grado di dispiegare – fuori dal territorio nazionale – una forza almeno di livello Corpo d’Armata.

Le condizioni climatiche e ambientali presenti nelle diverse regioni dove insistono gli interessi nazionali e l’eterogeneità della minaccia richiedono un elevato grado di adattabilità, in tempi molto ristretti. Tale capacità adattativa deve consentire di disporre di forze flessibili, in grado di intervenire sia in occasione di calamità naturali che in presenza di crisi o conflitti.

La capacità di acquisire e mantenere il dominio sul terreno implica la disponibilità di uno strumento organizzato su unità di diverso livello organico, con un elevato grado di autonomia operativa e logistica, al fine di garantire l’agilità necessaria, del tipo a struttura modulare. Tale struttura ed un sostegno logistico scaglionato e progressivo deve permettere alle forze – compreso il loro armamento – di essere predisposte all’imbarco su vettori navali e aerei, civili o militari, assicurando una riduzione dei tempi di schieramento nel teatro operativo ed un’elevata velocità di intervento.

La molteplicità di capacità professionali, equipaggiamenti e armamenti in dotazione devono infatti consentire allo strumento terrestre di intervenire in molteplici situazioni, dal contributo alle operazioni di intervento umanitario sino al conflitto convenzionale.

L’Esercito italiano deve, secondo noi, essere in grado di contribuire a riportare allo stato essenziale di funzionalità le strutture e i servizi di base necessari a una popolazione colpita da una calamità o crisi, in Patria o in “fuori area”.

Valido per tutte le componenti delle Forze Armate, occorre rivedere in maniera intelligente lo sblocco del turn over, sia per il personale militare che civile onde assicurare un adeguato ricambio generazionale, un servizio efficace negli stabilimenti di lavoro nonché una rinnovata funzione sociale delle Forze Armate verso il mondo del lavoro e dell’occupazione giovanile.

Ammiraglio Nicola De Felice