Convalidato il fermo di Giuseppe Lanteri che ha confessato il delitto di Loredana Lo Piano ad Avola

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Giuseppe Lanteri resta in carcere. Così ha stabilito il gip del Tribunale di Siracusa, Carla Frau, convalidando il fermo e disponendo la restrizione per il giovane di 19 anni, accusato dell’omicidio di Loredana Lopiano, 47anni, infermiera dell’ospedale di Avola, nel Siracusano, uccisa giovedì mattina a coltellate nella sua abitazione.

Il giovane era stato fermato dalla polizia che lo ha ritrovato a tarda sera nascosto sulla scogliera del lungomare di Avola. I poliziotti hanno controllato la sua utenza cellulare: aveva inviato messaggi whatsapp al cognato. Nel frattempo si spostava e gli agenti hanno seguito le tracce delle celle telefoniche fino ad arrivare ad una zona ben precisa.

Giuseppe Lanteri aveva confessato nella notte tra giovedì e venerdì, nell’interrogatorio davanti al sostituto procuratore Tommaso Pagano. Ha ammesso l’omicidio di Loredana Lo Piano. Immediatamente era stato fermato con l’accusa di omicidio volontario e trasferito in carcere.

Lanteri, assistito dall’avvocato Nino Campisi, avrebbe risposto alle domande del gip spiegando di essersi recato quella mattina in via Savonarola per chiarire con la sua ex fidanzata alcuni frasi comparse sui social network.

“Ha risposto alle domande ma resta quel vuoto quando si parla della colluttazione – spiega Campisi -. Ha detto che quella mattina era molto nervoso ma voleva solo ribadire alla ex fidanzata che la loro storia era conclusa”. Il giovane avrebbe anche detto di aver visto quella mattina la sedicenne che sarebbe fuggita via nella sua camera. “Preso dal panico lui è scappato, chiaramente non era lucido” ha concluso l’avvocato.

Lanteri, ad aprile scorso, aveva interrotto la relazione sentimentale con la figlia di Loredana Lo Piano, ma non si era rassegnato. Solo gli amici però sapevano del suo tormento: nessun comportamento fuori dal comune, infatti, aveva caratterizzato questi mesi e nessuna denuncia è stata mai presentata alle forze dell’ordine. E’ probabile che il giovane non avesse pianificato l’omicidio e che in lui sia esplosa improvvisamente della rabbia. Loredana Lo Piano è stata colpita alla gola per due volte e poi alla nuca dove la lama è rimasta conficcata.

Dopo l’arresto, Giuseppe Lanteri è apparso lucido agli investigatori mentre confessava di aver ucciso la madre della sua ex fidanzata, avrebbe anche detto che a casa di Loredana Lopiano “non era andato per uccidere”. Ma perché avesse con sé un coltello e perché lo abbia usato con violenza ancora non è chiaro.

La relazione di Giuseppe Lanteri con la figlia della donna uccisa, durata tre anni, era stata interrotta la scorsa primavera. E Lanteri a quanto pare non si era mai rassegnato. Giovedì mattina, alle 7.30, è andato in via Savonarola, ad Avola: ha atteso davanti la porta, non appena Loredana Lo Piano è uscita per andare a lavoro all’ospedale Di Maria lo ha trovato in strada e lo ha invitato ad entrare. “Era una persona capace di ascoltarmi”, avrebbe detto il giovane agli inquirenti riferendosi alla donna uccisa e ribadendo anche come nella famiglia dell’ex fidanzata si fosse sentito subito accolto.

Nel piccolo androne della casa è successo tutto in pochi secondi. Poi Lanteri è fuggito andando a piedi a casa della nonna, dove ha raccontato di essere caduto, si è lavato e si è cambiato i pantaloncini sporchi di sangue. Ed è andato via percorrendo le strette vie del quartiere Priolo. Si è andato a nascondere nella scogliera del lungomare di Avola. Inutili i messaggi inviati da familiari e amici, anche se con il passare delle ore ha iniziato a rispondere alla sorella, alla mamma ed al cognato, tranquillizzandoli. Giuseppe Lanteri aveva con sé farmaci che assume quotidianamente essendo affetto da una patologia. “Ma non era in stato di alterazione ed è apparso lucido e collaborativo”, ribadisce Fabio Aurilio, dirigente del commissariato di Avola.