Omicidio Beppe Alfano, la figlia: “Noi parte civile nel processo a ex pm Canali”

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“Io e i miei familiari ci costituiremo parte civile nel processo al magistrato Olindo Canali, perché un episodio di corruzione contestato dalla Dda di Reggio Calabria riguarda l’aiuto che Canali avrebbe dato, a pagamento, per far ottenere al boss Gullotti il giudizio di revisione per l’assassinio di mio padre. E il giudizio di revisione è stato aperto proprio qualche mese fa sulla scorta di due scellerati memoriali di Canali”. Lo rende noto Sonia Alfano, figlia di Beppe Alfano, il giornalista assassinato l’8 gennaio del 1983.

Per il delitto vennero condannati in via definitiva Nino Merlino (21 anni) come esecutore materiale e come mandante il boss Giuseppe Gullotti (30 anni). Nel 2009 l’avvocato del capomafia depositò agli atti di un altro processo un anonimo in cui si sosteneva che la condanna del boss fosse ingiusta e che fosse necessario un processo di revisione.

Nell’anonimo in particolare si sollevavano dubbi sull’attendibilità di un testimone che aveva deposto contro Gullotti, Maurizio Bonaceto. Il memoriale era stato scritto dal pm Olindo Canali, il magistrato che aveva istruito il processo Alfano. Canali ammise poi la paternità dello scritto.

Secondo i pm di Reggio Calabria, che hanno chiesto il rinvio a giudizio del magistrato, nel frattempo trasferito a Milano, Canali avrebbe agito in cambio di denaro per favorire la revisione del processo che aveva portato alla condanna del boss.

“Ora mi aspetto che l’Anm voglia prendere le distanze da quell’imbarazzante magistrato e soprattutto che il Csm intervenga tempestivamente nei confronti di Canali. – continua Sonia Alfano – Le accuse della Dda di Reggio Calabria nei suoi confronti, infatti, sono ben più gravi di quelle che nelle settimane e nei mesi scorsi hanno portato alla destituzione della giudice Saguto dalla magistratura e alla sospensione dalle funzioni per il pm Luca Palamara”.(ANSA)