Omicidio stradale: l’Anci sicurezza cittadini impegno di tutti

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“L’Anci si è subito attivata nelle sedi istituzionali per chiarire alcuni profili critici che potrebbero derivare dalla nuova fattispecie dell’omicidio stradale, anche in seguito alla circolare del Ministero dell’Interno. Si tratta di una fattispecie del tutto diversa ed innovativa rispetto all’omicidio colposo, che presuppone un elemento soggettivo, e i cui caratteri vanno ulteriormente circoscritti, innanzitutto per tutelare i sindaci”. Lo precisa in una nota l’Associazione nazionale dei Comuni.

“Abbiamo già posto la questione ai tavoli ministeriali, sottolineando la necessita’ di emanare una circolare che chiarisca proprio gli ambiti e le fattispecie di applicazione del nuovo reato”, viene chiarito. A questo punto, prosegue, “e’ necessario evitare politiche ‘strabiche’, che mentre assumono impegni di dimezzamento dei morti sulle strade non permettono agli amministratori locali di poter intervenire concretamente per raggiungere questo obiettivo secondo i principi di sussidiarietà, trasparenza, adeguatezza. Qui c’e’ un evidente problema di risorse adeguate a garantire una costante attenzione alla manutenzione stradale e un evidente problema di sblocco del turn over per assicurare il presidio sul territorio. Ciascuno si assuma le proprie responsabilità.

L’Istat qualche giorno fa ha acclarato il calo delle entrate comunali e della spesa per investimento”. “Il nuovo reato di omicidio stradale, che coinvolge i sindaci intervenendo anche sulle eventuali responsabilità di gestione della rete stradale ed autostradale, va per questo motivo chiarito – suggerisce l’Associazione dei Comuni – perché il tema della sicurezza dei cittadini non può non essere declinato anche a favore dei primi cittadini”.